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YOUTH LEAGUE

Arrivederci Roma: l'atto di forza del Paris Saint-Germain

La squadra di De Rossi viene eliminata dalla Youth League: tris e qualificazione meritata per i francesi di Rodrigues

09 Marzo 2016

Eboa Eboa e Sadiq ©UEFA Youth League

Eboa Eboa e Sadiq ©UEFA Youth League

PARIS SAINT-GERMAIN - ROMA 3-1
PARIS SAINT-GERMAIN (4-3-3)
Descamps; Georgen, Eboa Eboa, Doucoure, Toure; Callegari, Demoncy, Nkunku; Ikone, Edouard, Meité (41’st Konate) PANCHINA Aggoune, Kanga, Giacomini, Brydges, Ba, Voyer ALLENATORE Rodrigues
ROMA (4-3-1-2) Crisanto; Nura (36’st Tofanari), Grossi, Marchizza, De Santis; Spinozzi, Vasco, D'Urso; Di Livio (28’st Pellegrini); Soleri, Sadiq (19’st Tumminello) PANCHINA Pop, Paolelli, Capradossi, Ciavattini ALLENATORE De Rossi
MARCATORI Toure 27’pt (P), Meité 39’pt (P), Tumminello 30’st (R), Nkunku 45’st (P)
ARBITRO Hernandez (Spagna) ASSISTENTI Sobrino e Naranjo (Spagna)
NOTE Ammoniti Demoncy, De Santis, Sadiq, Tumminello, Spinozzi, Callegari Angoli 10-2 Rec. 1’pt, 5’st

Eboa Eboa e Sadiq ©UEFA Youth LeagueStrapotere fisico e tecnica d’alto livello. È tutta qui la meritata qualificazione del Paris Saint-Germain che ha costretto la Roma ad abbandonare il sogno europeo. Si è fermata a Parigi la corsa dei giallorossi in Youth League. Impauriti e sfortunati nel primo tempo, più sfrontati e lucidi nella ripresa quando però ormai era già troppo tardi. Troppo tardi per disintegrare il muro d’ebano eretto dai francesi. Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, chi capisce di calcio aveva già capito che la partita di oggi non sarebbe stata una passeggiata di piacere per la squadra di De Rossi.

Nella prima frazione i francesi hanno disintegrato i capitolini sotto ogni aspetto: tattico, fisico e psicologico con i giallorossi che in poche circostanze sono riusciti ad affacciarsi dalle parti di Descamps. Spinozzi, che aveva toccato una manciata di palloni nella prima fase del match, al 24’ ha sorpreso tutti: tocco di Sadiq e clamorosa botta da fuori del classe ’98. Potente e preciso. O quasi: sfera sulla traversa e mani in volto per la disperazione. Se il dio del calcio decide però di farti uno scherzo, lo fa con cinica precisione; e allora tre minuti dopo ecco il gol francese: calcio d’angolo, respinta, tattica del fuorigioco sbagliata e palla dentro per Toure che fa passare il pallone sotto le gambe di Crisanto. Un vantaggio meritato, così come il raddoppio arrivato a cinque minuti dal duplice fischio, una rete che ha rappresentato un po’ l’emblema della partita. Cross dalla trequarti destra di Demoncy e palla verso il secondo palo per il gigante Meité che sposta con estrema facilità il diretto marcatore De Santis e in girata gonfia la rete. Emblematico: fisicità, tecnica e cinisimo.

Nella ripresa la Roma è entrata in campo giocando a carte scoperte, senza nulla da perdere. Il cambio di mentalità dei capitolini è coinciso con il leggero calo fisico del PSG e i giallorossi ne hanno approfittato: De Rossi ha messo dentro Tumminello (entrato al posto di un opaco Sadiq, sovrastato da un Eboa Eboa al limite dell’imbarazzo) e Pellegrini (dentro per l’infortunato Di Livio), e sono stati proprio gli ex Allievi Campioni d’Italia a riaprire la gara. Grande azione personale e assist del secondo, gol da attaccante puro del primo che ha ridato linfa ad una Roma vogliosa, ma anche nervosa, come un bambino che non ne vuole sapere di andare via dal luna park della Youth League. Alla fine, però, la stanchezza, fisica e mentale, ha preso il sopravvento: Tumminello, ancora lui, di testa ha provato ad impegnare Descamps, ma la sublime punizione nel finale di Nkunku al 90’ ha messo tutti d’accordo. Dopo 4’ di recupero, il parco giochi è stato smantellato, e con esso, i sogni europei di Alberto De Rossi. Con la consapevolezza, almeno che, a spegnere le luci, a chiudere i cancelli e a mandarti a casa, sia stata una squadra che alla fine si è dimostrata più forte e più meritevole del passaggio del turno. La Roma saluta la Youth League a testa alta, il PSG vola giustamente in semifinale contro il Real Madrid. Si torna a casa, sì, ma con la consapevolezza di aver dato tutto, da settembre fino ad oggi: tutti in piedi e giù il capello... pardon: chapeau.

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