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Roma, sette minuti maledetti: vince l'Atletico Madrid

I giallorossi nonostante un'ottima prestazione cadono all'esordio in Youth League, ma recriminano per un paio di decisioni arbitrali. Salido e Navarro gol, Masangu non basta

12 Settembre 2017

Roma, sette minuti maledetti: vince l'Atletico Madrid

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ROMA – ATLETICO MADRID 1-2

ROMA Romagnoli, Bouah, Semeraro (25’st Riccardi), Cargnelutti, Ciavattini, Marcucci, Meadows (11’st Masangu), Valeu, Celar, Antonucci, Cappa (10’st Besuijen) PANCHINA Pagliarini, Kastrati, Trusescu, Ganea ALLENATORE De Rossi

ATLETICOMADRID Dos Santos, Isaac, Montero, Punal, Aliaga, Carro, Aguero (18’st Salido), Moya, Navarro (29’st Garcia), Clemente, Ferni (14’st Munoz) PANCHINA Paredes, Campuzano, Andy, Riquelme ALLENATORE Cano

MARCATORI Salido 18’st (A), Navarro 25’st (A), Masangu 32’st (R)

ARBITRO Obrenovic (Slovenia)

ASSISTENTI Kordez e Pospeh (Slovenia)

NOTEAmmoniti Aliaga, Montero, Moya Angoli 3-5 Rec. 1’pt, 4'st


Peccato, perché è stata una bella Roma. Combattiva e che quasi mai ha mostrato il fianco agli avversari. Già, quasi. Sette minuti maledetti su novanta ben giocati, condannano i giallorossi, sette minuti in cui l’Atletico Madrid diventa l’emblema del cinismo: due tiri in porta, due gol. Il gol di Masangu nel finale, oltre che meritato, ha riacceso le speranze di una Roma mai doma fino al 94’. Nel recupero vincono però i crampi, la stanchezza e la difesa dei colchoneros. I sogni europei dei giallorossi invece, vista le prestazione e nonostante il ko, rimangono accesi.

Ciavattini e Oscar impegnati in un contrasto di gioco (©De Cesaris)


Roma reattiva nei primi minuti, ma la prima chance la crea l’Altetico al 6’: palla vagante guadagnata da Navarro al limite dell’area ed esterno collo del centravanti che però non trova il bersaglio grosso. Risposta giallorossa con il coraggioso tentativo da fuori del 2001 Bouah, pallone deviato e calcio d’angolo che però si conclude con la presa alta di Dos Santos. La Roma c’è e concede pochissimo ai Colchoneros, spaventandoli costantemente con le discese di Antonucci e Cappa. Al 20’ arrivano i primi veri brividi: protagonista è Cargnelutti che va in anticipo, guadagna la trequarti e lascia un partire un bolide di rara bellezza che sfiora clamorosamente l’incrocio dei pali. L’Atletico sospira, mani sul volto invece per il difensore, ad un passo da un capolavoro. Al 27’ invece si sveglia Juan Aguero: grande giocata al limite dell’area e destro potente che però termina di poco alto sopra la traversa. Nel finale di frazione l’Atletico cresce alla distanza con la Roma che rifiata e sfiora il clamoroso vantaggio con una doppia chance sugli sviluppi di un corner: è Aguero sotto porta a spedire alle stelle. È l’ultima vera grande occasione del primo tempo sotto gli sguardi di Bruno Conti, Monchi e Francesco Totti.


Ad inizio ripresa le squadre si dividono il campo, ma è la Roma la prima a rendersi pericolosa al 9’ con il grande spunto di Antonucci che guadagna il fondo, rientra sul destro, ma Dos Santos col piedone non si fa sorprendere sul suo palo. Al 10’ De Rossi prova a dare freschezza alla manovra giallorossa e fa entrare in campo Masangu e Besuijen richiamando Meadows e Cappa. Tatticamente non cambia nulla, ma si abbassa l’età media: capitolini con tre 2001 e un 2000 in campo. Per gli spagnoli fa invece il suo ingresso Munoz ed è proprio il numero 15 a divorarsi l’occasione del vantaggio: palla persa dai padroni di casa e scatto dell’esterno che tutto solo davanti a Romagnoli spara alle stelle. La partita si accende: al 15’ sul capovolgimento di fronte è un altro neoentrato a rendersi protagonista. Antonucci se ne va sulla sinistra, mette dentro per Celar, tiro ribattuto e sulla palla vagante si avventa Besuijen che mette in rete, ma l’assistente annulla per fuorigioco, che probabilmente non c'era. Neanche a farlo apposta, altro cambio, altra emozione, stavolta però decisiva: Cano manda in campo Salido e dopo 30 secondi dal suo ingresso è proprio il numero 18 a gelare il Tre Fontane andando a mettere la palla all’angolino, dopo un break a centrocampo, con un destro velenoso dal limite. La Roma accusa il passivo, perde Semeraro per infortunio e proprio mentre è in inferiorità numerica subisce addirittura il raddoppio dell’Atletico. Romagnoli si rifugia in angolo su una punizione di Aliaga, ma si sugli sviluppi del corner è Navarro ad intervenire in spaccata dopo un batti e ribatti facendo 2-0. Inutili le proteste giallorosse sulla dubbia posizione di fuorigioco del centravanti, che stavolta sembrava esserci e non è stata segnalata. La lupa ferita ci mette un po’ a reagire, ma quando lo fa riesce a colpire. Calcio d’angolo di Marcucci e incornata perentoria di Masangu che al 32’ fa 1-2. Il gol risveglia la Roma ed è il Principino Alessio Riccardi a far venire i brividi a Dos Santos dopo un gran diagonale dal limite dell’area che esce di un nulla. Nel finale è solo Roma, l’Atletico alza il muro che però rischia di cadere al 42’ quando Dos Santos compie una vera e propria prodezza sulla mezza sforbiciata da distanza ravvicinata di Besuijen. È l’ultima vera grande occasione del match. Alla fine vince la stanchezza, la voglia e la disperazione non bastano ad una bella Roma che però al triplice fischio rientra negli spogliatoi con zero punti in tasca. Immeritatamente.

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