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Valter Bonacina, l'uomo che dovrà salvare la Lazio

Dopo l'esonero di Bonatti, ecco chi è l'allenatore che la società ha scelto per risollevare le sorti della Primavera

05 Febbraio 2018

Valter Bonacina ©atalanta.it

Valter Bonacina ©atalanta.it

Valter Bonacina ©atalanta.it

Valter Bonacina è nato a Bergamo. Nella sua carriera da calciatore a suon di chilometri percorsi in mezzo al campo e di sudore versato, è riuscito alla fine a diventare uno dei beniamini della tifoseria orobica, una vera e proprio bandiera. Roma però un po' ce l'ha nel sangue. Tre stagioni con la casacca giallorossa, dal 1991 al 1994 da titolare, due gol e qualche applauso in un Olimpico che, nonostante la classifica non regalasse sorrisi, sapeva rendere onore a chi si batteva per la maglia che indossava. Dopo 24 anni Bonacina è tornato, stavolta però dall'altra parte del Tevere. Sarà lui a guidare la Lazio Primavera dopo l'esonero di Andrea Bonatti, il prescelto per risollevare le sorti di una squadra troppo deludente per essere vera. Penultimo posto in classifica, appena tre vittorie. Numeri che stridono con quella che è stata la storia della Primavera biancoceleste fatta di Coppe e di Scudetti. E lo stesso Bonacina lo sa bene...

Era il 9 giugno 2013 quando alla guida dell'Atalanta, sfidò la super Lazio di Bollini. Strakosha, Cataldi e Keita da una parte. Caldara, Conti e Gagliardini dall'altra. Si affrontava il futuro della Serie A, mentre Bonacina sfidava il suo. I biancocelesti, come spesso accadeva all'epoca, vinsero. Sono passati cinque anni e tante cose sono cambiate. L'Atalanta è prima in campionato, la Lazio rischia invece la prima storica retrocessione in Primavera 2. Bonacina in quella finale si schierò con il 3-5-2, modulo che poi cambiò per adottare un 4-2-3-1 un po' più funzionale al talento delle recente corazzata nerazzurra allenata fino allo scorso anno. Adesso una nuova sfida: rimboccarsi le maniche e dare di nuovo linfa ad una rosa (non certamente colma di campioni, bisogna dirlo...) che Bonatti, dopo il miracolo sportivo dello scorso anno, ha lentamente perso sotto le sue mani. Il compito non è sicuramente semplice. Ora ci sono da recuperare 4 punti in 12 partite per mantenere la categoria, 3 per giocarsi le proprie chances ai playout. Non ci aspettiamo miracoli, ma un girone di ritorno degno e, ovviamente, chiuso con la salvezza biancoceleste. Per rispetto della storia.

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