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La Lazio è viva: Di Gennaro costringe al pari la Juve

Dopo sei ko consecutive, i biancocelesti tornano a muovere la classifica: Fernandes illude i bianconeri, il fuoriquota '88 regala il primo punto a Bonacina

03 Marzo 2018

Lazio, segno x con la Juve © GazReg

Lazio, segno x con la Juve © GazReg

LAZIO Alia 6, Kalaj 6.5, Petro 7, Miceli 6, Baxevanos 6, Silva 6, Spizzichino 5.5, Bari 5.5, Al Hassan 4.5 (19’st Del Signore 6.5), Di Gennaro 6.5 (41’st Sarac sv), Marchesi 6 (30’st Mohamed 6) PANCHINA Furlanetto, Boateng, Battistoni, Javorcic, Aliaj, Fidanza, Peguiron, Spurio ALLENATORE Bonacina
JUVENTUS Loria 6.5, Vogliacco 5.5, Tripaldelli 5.5, Zanandrea 6.5, Capellini 6, Delli Carri 6, Di Pardo 5.5, Fernandes 7, Jakupovic 6, Del Sole 6 (48’st Anzolin sv), Portanova 6 (27’st Nicolussi 6) PANCHINA Busti, Kameraj, Morrone, Meneghini, Pereira, Merio, Kulenovic, Morachioli, Montaperto ALLENATORE Dal Canto

MARCATORI Fernandes 13’pt, Di Gennaro 33’st

ARBITRO Cascone di Nocera Inferiore 6 ASSISTENTI D’Apice e Somma NOTE Espulso Tripaldelli (J) per proteste al 48’st Ammoniti Delli Carri, Baxevanos, Petro Angoli 3-2 Rec. 3’st


Lazio, segno x con la Juve © GazRegSarà stata la legge dei grandi  numeri, sarà che in fondo nel calcio non può dirti sempre male. La Lazio ferma a sei la serie di sconfitte consecutive e ferma la Juve a Formello. Finisce 1-1 al Fersini con biancocelesti e bianconeri che si dividono un tempo per uno. Fernandes gela subito il Fersini, nella ripresa il rientrante (e a dir la verità, ancora opaco) classe ’88 Di Gennaro regala il pari ai capitolini. Un punto che permette a Bonacina di non far allontanare Napoli, Bologna, Chievo e Sassuolo (2-2 e 0-0). L’unica ad approfittarne è la Samp (impresa contro il Milan).


Image titleLa gara Meglio la Juve in avvio anche se è la Lazio ad avere la prima chance della gara con il colpo di testa di Kalaj, su corner di Miceli, che termina di poco a lato. I bianconeri quando attaccano mettono però in difficoltà i capitolini: prima è Jakupovic a far venire i brividi ad Alia con un bel mancino da fuori, al 13’ è invece Fernandes a prendere bene la mira e a gelare il Fersini. Grande azione palla a terra al limite dell’area orchestrata da Tripaldelli e Jakupovic, il numero 9 premia l’inserimento di Fernandes con un tocco delizioso, l’olandese si sposta la palla sul sinistro e gonfia la rete con un rasoterra chirurgico. La Lazio accusa la rete subita, la Juve però non ne approfitta e lentamente i padroni di casa prendono coraggio aumentando il baricentro. Il team di Bonacina riesce solo a creare solo un paio di occasioni con il tentativo (mancato) in tuffo di Bari e la punizione centrale di Miceli. Ad inizio ripresa è più Lazio che Juve, con la partita che però non regala emozioni fino al 13’: Miceli allarga per Petro, cross dentro per Marchese e intervento in spaccata acrobatica dell’ex Milan che però tutto solo manda a lato. Nulla a che vedere comunque con la rete che la Lazio si divora due minuti più tardi. Il protagonista è sempre Marchesi che riceve palla sulla linea del fuorigioco all’interno dell’area di rigore: il numero 11, con tutta la porta davanti, spara in porta, ma è clamoroso il riflesso di Loria che con la manona dice di no ai biancocelesti. Risposta Juve con Jakupovic: Alia dice di no con i pugni. La Lazio però c’è e inizia sempre di più a sporcarsi le maglie sul fango del Fersini. C’è voglia, ma manca lucidità. Prima ci prova Petro col destro, ma la palla viene deviata in corner. Poi è il neoentrato Del Signore (al posto di un assente Al Hassan) a tentare il diagonale dal limite col suo rasoterra che però sfila sul fondo. Il dio del calcio rende onore al cuore della Lazio e al 33’ arriva il pareggio definitivo: altro grande spunto di Petro sulla sinistra, bella palla dentro e colpo di testa del rientrante classe ’88 Di Gennaio che spiazza Loria e fa esplodere il Fersini. Una rete che arriva come un sospiro di sollievo in casa Lazio, lo stesso sospiro di sollievo che giunge al triplice fischio dopo i timidi tentativi di una Juve troppo lunatica per meritarsi i tre punti. Il fato stavolta alla Lazio non è stato avverso: giusto così.

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