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l'intervista

Viterbese, Boccolini racconta: "Il Milan, l'esordio in A e..."

Intervista a 360 gradi all'allenatore della Berretti gialloblù in testa alla classifica

12 Marzo 2020

Alessandro Boccolini, qui durante il derby d'andata contro il Rieti vinto 4-2 (foto De Cesaris)

Alessandro Boccolini, qui durante il derby d'andata contro il Rieti vinto 4-2 (foto De Cesaris)

Il Milan da bambino, poi la scalata con la Lazio dalle giovanili fino alla Primavera e l'apice in Serie A con la maglia dell'Ascoli. Alessandro Boccolini si racconta a 360 gradi parlando  ovviamente anche del gran campionato che sta facendo la sua Viterbese Berretti, prima in classifica. Questa la sua intervista rilasciata al sito ufficiale del club gialloblù.

 


Alessandro Boccolini, qui durante il derby d'andata contro il Rieti vinto 4-2 (foto De Cesaris)



Ci racconti come nasce la tua passione per il calcio?

"Devo dire che il calcio per me è stato amore a prima vista. Ho iniziato a giocare all’età di sei anni in un club molto prestigioso. Infatti, ho mosso i primi calci a Milano nel settore giovanile del Milan. Successivamente, ho proseguito nel settore giovanile della Lazio fino ad arrivare in prima squadra".

 

Quando è iniziata la carriera vera e propria?
"La mia carriera inizia da due settori giovanili importanti, quello del Milan e quello della Lazio. Con quest’ultimo ho vinto il campionato Primavera. La carriera vera e propria è iniziata quando sono arrivato in prima squadra con la Lazio, ero il terzo portiere dietro a Peruzzi e Marchegiani.  A Viterbo, però, è iniziata la vera vita da calciatore. In C1 abbiamo perso la finale play-off contro il Crotone. Successivamente ho iniziato a girare diverse squadre in tutta Italia. Ho finito la carriera a Viterbo, decidendo di smettere prematuramente a 30 anni per cominciare la carriera da allenatore".

 

Cosa hai provato quando hai esordito in Serie A?
"Tantissime emozioni. In quel momento non te ne accorgi più di tanto, te ne accorgi sicuramente dopo di quanto è importante un palcoscenico del genere. Era un po’ come se ti fosse dovuto per tutti i sacrifici fatti ed è stato uno dei momenti più belli della mia carriera.

 

Ripensando alla tua carriera, qual è stato iI momenti più bello? E quello più difficile?
"Un momento davvero indimenticabile per me è stato quando ho ricevuto “l’uomo partita Sky” contro il Chievo Verona in serie A. Ma allo stesso tempo quell’anno ho vissuto due picchi diversi, poiché mi sono trovato ad affrontare uno dei momenti più difficili, quando è venuta a mancare mia madre".

 

Quando hai capito di voler intraprendere la carriera di allenatore?
"Mi è sempre piaciuta l’idea di allenare. Durante la mia carriera ho seguito con attenzione e stima ogni allenatore che ho incontrato. Ho avuto la fortuna di incontrare diversi tecnici di alto livello come Mancini, Zaccheroni, Gianpaolo e Sonetti, solo per citarne alcuni. Ho sfruttato l’occasione che prima Camilli con gli Allievi, poi oggi il Presidente Romano mi hanno dato. Spero un giorno di riuscire a togliermi tante soddisfazioni personali".

 

La festa dopo il primato matematico

Ti ispiri a qualche allenatore in particolare?
"Io cerco di prendere il meglio da tutti poiché non mi piace essere integralista. Infatti, preferisco adattarmi alle esigenze dei giocatori che alleno".

 

La stagione di quest’anno è davvero strabiliante. Te lo aspettavi?
"Stiamo disputando una stagione pazzesca. Se andiamo indietro nel tempo l’unica Berretti gialloblu ad aver vinto il campionato era stata quella in cui giocavano Leonardo Bonucci e il mio secondo allenatore Leonardo Mencio. Quest’anno i ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario, ma adesso dobbiamo concentrarci sui play-off e ambire a nuovi obiettivi per completare al meglio quanto fatto finora".

Come ti stai trovando con la nuova dirigenza?
"Molto bene, stanno dimostrando di saper fare le cose nel modo giusto, mettendo sempre passione e professionalità in campo. Inoltre, c’è programmazione, che nelle squadre di serie C non è mai facile trovare. La società pone molta attenzione ai giovani. Il Presidente Romano sta mettendo delle basi davvero solide per creare qualcosa di importante, soprattutto nell’ambito del settore giovanile, puntando su giovani giocatori che possono essere il futuro di una società di calcio che ambisce a grandi cose. Lo ringrazio per questo".

 

Come ti sei trovato quest’anno con lo staff e con i giocatori?
"Innanzitutto, mi sento di ringraziare la società che mi ha permesso di avere a fianco un grandissimo staff. Ringrazio in particolare il secondo allenatore Leonardo Mencio, il preparatore atletico Nicola Pennazzi, il preparatore dei portieri Edoardo Civillotti e il dirigente accompagnatore Alan Ballatore. Senza la loro professionalità i ragazzi non sarebbero riusciti a vincere il campionato e anche io non sarei riuscito a fare un lavoro a 360° come, invece, ho fatto fino ad oggi".

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