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La Lazio di Andrea Marino, il capitano che Menichini voleva

Diciannove anni e tanta esperienza accumulata. Il perno del centrocampo laziale è pronto a diventare "grande"

02 Novembre 2020

La Lazio di Andrea Marino, il capitano che Menichini voleva

Andrea Marino ©De Cesaris

Intelligente, ordinato e con una spiccata visione di gioco. Questo era il giocatore che Leonardo Menichini voleva per dirigere il centrocampo della sua Lazio e questo è ciò che ha ottenuto. Dalla panchina della Salernitana l’ha ammirato e da quella biancoceleste l’ha fortemente richiesto, quasi preteso a gran voce. Andrea Marino, classe 2001 nato a Ciriè, in provincia di Torino, cresce tra i pulcini della Juventus e intuisce presto il percorso da intraprendere. In bianconero gioca fino agli esordienti, per poi passare sull’altra sponda del Po per vestire la maglia granata, con la quale cresce tra le file dell’Under 14, Under 15 e Under 16. La stagione dopo inizia ad aprirsi per lui il sipario nel palcoscenico dei grandi: con la Salernitana gioca in Primavera ma si allena con la prima squadra, dove affina la sua tecnica e impara a dirigere la mediana con mano ferma e mente lucida. Venti le presenze in quella stagione, un solo gol segnato, ma la crescita è visibile. È lì che il mister di Ponsacco se lo coccola e lo trasforma nel suo centrocampista ideale. L’anno seguente si regala tre reti e due assist confermandosi così un talento da tenere assolutamente d’occhio. La Salernitana se lo vede scivolare dalle mani quando il Rieti lo porta in Serie C, per la sua prima esperienza tra i professionisti. In amaranto-celeste ci resta solo quattro mesi perché a chiamarlo è la Lazio allenata proprio da Menichini. Orgoglio, soddisfazione, questo significa per Andrea vestire una maglia così importante e la fiducia datagli dal suo allenatore è una responsabilità che al tempo stesso richiede ancora più determinazione in campo. È con quella che il suo lavoro, anche in caso di pesanti sconfitte come in quella recente nel derby, svolge impeccabilmente. In questa Primavera giovane e ancora acerba in qualche occasione, il centrocampista incarna quel pizzico di esperienza che riesce a portare calma e ordine anche nelle situazioni più dure. Completo e versatile si adatta alle richieste del suo mister e intuisce cosa la squadra ha bisogno, aiutando la difesa ma illuminando anche la fase offensiva innescando l’attacco. Con i suoi compagni condivide ambizioni e battaglie sul campo, ma essere capitano lo rende una pedina ancora più importante. Menichini ha scommesso su di lui e Andrea ha scommesso su sé stesso, mentre con quel numero quattro dietro le spalle sogna di esordire in prima squadra, magari senza fascia al braccio ma comunque con l’aquila sul petto.

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