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Nimmermeer studia Immobile: l'olandese sogna la scalata

L'attaccante ha parlato in patria a Voetbalzone ed ha raccontato la sua esperienza in biancoceleste

16 Novembre 2020

Nimmermeer studia Immobile: l'olandese sogna la scalata

Nimmermeer in campo (Foto ©De Cesaris)

E' uno dei colpi messi a segno dalla Lazio due stagioni fa, uno dei diversi calciatori scovati in giro per l'Europa con un destino tutto da scrivere. Tyro Nimmermeer sta vivendo in questi mesi i suoi migliori momenti con la maglia biancoceleste. 2 gol in 7 apparizioni tra campionato e Coppa Italia, numeri che fanno segnare già un passo in avanti rispetto allo scorso anno, quando ne segnò 3 con 17 presenze. Il suo contratto scadrà a giugno 2021 e dunque se vuole lasciare un segno con l'aquila sul petto per confermarsi o rilanciarsi personalmente il tempo non gioca a favore della punta olandese. Della sua esperienza nella Capitale ha parlato sul sito olandese voetbalzone.nl, intervista che inizia con il numero 36, ossia i gol messi a segno da Ciro Immobile nella passata stagione e che gli sono valsi la scarpa d'oro. Nimmermeer studia il bomber di Torre Annunziata e scalpita per cercare la sua occasione "E' Immobile quello cui devo guardare se voglio un posto in prima squadra, anche se poi ci sono anche tanti altri buoni attaccanti. Adesso sono nel mio ultimo anno e posso dire di essere diventato molto più maturo qui. Ho imparato a sopravvivere all'estero da ragazzo e questo mi ha reso più stabile. All'epoca ho dovuto lasciare l'AZ a causa della forte concorrenza e dei miei problemi di mentalità, ma sono sicuro che con la testa attuale avrei potuto giocare bene nell' AZ o almeno nella loro squadra giovanile". Nimmermeer è tornato in Olanda approfittando dello stop agli alleanamenti "E' una bella cosa stare con la mia famiglia ma sono anche deluso dal fatto che il campionato sia stata interrotto. Avremmo dovuto giocare con alcune formazioni di livello in cui avrei potuto dimostrare il mio valore. In questa stagione la squadra gioca con un 4-4-2 ed il mio compito è quello di prendere le palle lunghe ed aiutare la squadra a salire. Un gioco molto diverso rispetto a quello che facevo in Olanda in cui mi veniva principalmente chiesto di fare gol, quindi ora sono cresciuto molto. Ovviamente il risultato di squadra rimane il più importante, ma allo stesso tempo so anche che sono all'ultimo anno e devo distinguermi. In Italia il calcio è molto fisico e quello che ho imparato fin qui mi aiuterà per il resto della mia carriera". 

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