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Lazio, Calori punge i suoi: "Atteggiamento totalmente sbagliato, bisogna crescere"

Delusione grande per l'allenatore biancoceleste, che vede i suoi in una crisi senza fine dopo la caduta fragorosa anche in casa dello Spezia

21 Marzo 2022

Alessandro Calori

Alessandro Calori, allenatore della Lazio (Foto ©Benedetti)

È un Alessandro Calori profondamente deluso quello a fine gara dopo la disfatta con lo Spezia, forse come non si era mai visto finora. La sua Lazio continua a vivere un momento di buio pesto, senza dare l’impressione di saperne uscire. In Liguria i biancocelesti sono stati tramortiti per 4-1 a sole due settimane di distanza dalla debacle in casa del Cesena, con la quale avevano già dato probabilmente l’addio al primato, che significa promozione diretta in Primavera 1. Le aquile sono implose nuovamente, sotto i colpi dei bianconeri, perfettamente guidati dall’ex giallorosso Tanrivermis. Presso i canali ufficiali del club questa volta mister Calori ha decisamente utilizzato il bastone al posto della carota, facendo capire come molte cose in questo momento non vadano bene. “Sono preoccupato, manca la continuità all’interno della stessa gara ma soprattutto non possiamo sempre arrenderci alle prime difficoltà. Durante l’intervallo ho detto diverse cose alla squadra, però poi si sono abbattuti subito dopo il terzo gol, mostrando un atteggiamento inaccettabile se si vuol fare il calciatore professionista”. L’ex difensore del Perugia è stato molto schietto, ponendo l’accento sul fatto che sia arrivato il momento di prendersi le giuste responsabilità. “Bisogna lavorare in maniera compatta, staff e giocatori si devono aiutare, per migliorarsi a vicenda. Quello che non tollero è la paura di osare la giocata o di prendersi dei rischi. Inoltre deve essere ben chiaro: quando si va in campo è necessario dare il massimo, non ci si può lamentare se non si gioca o si gioca poco. Quando entriamo in difficoltà, la nostra reazione è sempre minima, non porta a nulla”. Infine l’allenatore dei capitolini ha tagliato netto sulla questione infortuni, eliminando ogni alibi possibile. “Credo sia normale fare un po’ di fatica quando hai delle assenze, preferirei però che chi scenda in campo cresca come gli altri senza pensare agli indisponibili. Bisogna avere la capacità di adattarsi quando non hai le pedine esatte, ma è nei momenti difficili che una squadra cresce a matura. In un campionato devi fare bene sempre, non puoi pensare che il rendimento non possa esser costante. Adesso dobbiamo pensare partita per partita, tutte possono toglierci punti, guardare troppo in là non è la cosa giusta da fare”.

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