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L'intervista
20 Maggio 2015
Il selfie della Castelnuovese dopo la vittoria nel playout
Alla
prima esperienza in Promozione, la Castelnuovese è riuscita a
mantenere la categoria vincendo lo spareggio salvezza contro la Giov.
Hel. Roma. Una stagione a due facce, un cammino in cui la compagine
di Zappa prima e del duo Gregori – Marcangeli dopo ha dovuto
superare mille ostacoli. La svolta a dicembre, con il cambio alla
guida tecnica e l'arrivo di svariati giocatori che la società ha
generosamente messo a disposizione della nuova coppia di allenatori.
Uno di questi è Giorgio Marcangeli, intervistato da Gazzetta
Regionale a pochi giorni dal trionfo della sua squadra nel
playout.
Mister, secondo te possiamo definire la
salvezza della Castelnuovese un miracolo sportivo?
Beh da
come eravamo partiti, con la squadra che aveva 8 punti in classifica,
sicuramente abbiamo fatto tanto. Non usiamo parole inappropriate,
però: i miracoli li fanno gli altri... Sicuramente è stata una
grande impresa, questo sì. I primi artefici di questa salvezza sono
stati i dirigenti e il presidente che in questi 5 mesi ci hanno
sempre supportato in ogni modo, basti pensare al grosso sforzo fatto
durante la sessione di mercato invernale. La società ci è sempre
stata vicina: dal materiale ai rimborsi, alla presenza in campo non
ci ha mai fatto mancare niente. Il presidente durante la settimana
affittava anche dei campi sintetici per farci allenare e non essere
penalizzati la domenica. Poi i ragazzi sono stati fantastici, anche
se c'è voluto tempo per costruire il gruppo, per conoscersi.E'
stata una piccola impresa sportiva. Io,Massimo (Gregori, l'altro
allenatore della Castelnuovese, ndr) e i ragazzi abbiamo lavorato
tanto, ma senza il supporto della società tutto ciò non sarebbe
stato possibile.
A fine dicembre, il cambio di marcia
decisivo.
Nel girone di ritorno abbiamo fatto 26 punti,
che non sono pochi. Con questo ruolino di marcia da centro
classifica, da dicembre in poi siamo riusciti a recuperare 8 punti al
Guidonia, 13 punti alla Giov. Hel. e 16 al Fiano Romano.
Qual
è stata la partita della svolta?
Secondo me è stata
quella contro il Casal Barriera in casa, dove sotto di due gol la
squadra si è compattata e abbiamo recuperato quella gara. Ci siamo
detti che affrontando l'ultima parte di stagione con la giusta
cattiveria avremmo potuto salvarci. E così è stato.
C'è
stato un momento in cui avete pensato di mollare la presa?
Mai.
Io, Massimo e i ragazzi abbiamo sempre creduto di potercela fare,
consapevoli di avere le carte giuste per potercela giocare con tutti.
Ci siamo sempre detti: “La classifica la guarderemo il 10 maggio
alle 13.15. Se continuiamo a metterci la voglia di stare uniti fino
alla fine non retrocediamo mai”. Non abbiamo mai pensato di non
potercela fare.
Se lei e Massimo Gregori foste confermati per l'anno prossimo, qual è la prima cosa che chiedereste alla
società?
E presto per fare questo tipo di considerazioni,
al momento non sappiamo nulla. Vediamo la società cosa ci propone,
se ci conferma o no. Nel calcio non si può mai sapere. Se dovessi
rispondere, ti direi che la priorità è il campo. Allenarsi sulla
terra e giocare la domenica sul sintetico è un handicap che la
Castelnuovese ha patito in questa stagione. Sono sicuro che il
presidente farà uno sforzo in questa direzione.
Un
ringraziamento in particolare?
Oltre alla società, vorrei
ringraziare l'allenatore e i ragazzi della Juniores, e fare un plauso
a tutti i miei giocatori, che hanno dimostrato di essere un gruppo di
uomini veri, prima di essere calciatori.
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