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l'intervista

Villalba, Scrocca: "Eccellenza? Arriverà con i nostri giovani"

L'intervista integrale al presidente del club tiburtino dall'edizione cartacea di lunedì 22 maggio

25 Maggio 2017

Pietro Scrocca (foto GazReg)

Pietro Scrocca (foto GazReg)

Dici Villalba e pensi a Pietro Scrocca. Il presidente del club biancorossoblu è ormai da qualche anno ai vertici del calcio regionale e insieme al socio D'Autilia e tutto lo staff rossoblu è diventato un simbolo di passione e amore per il calcio in tutta la zona nord ovest della Tiburtina. La nostra intervista al numero uno in casa Ocres Moca non capita di certo nel miglior giorno della storia del Villalba, reduce da un'amara sconfitta nel play off contro la Polisportiva Monti Cimini che avrebbe potuto lanciare il team di mister De Filippo nell'Elite del calcio regionale. E allora partiamo proprio dall'Eccellenza, un sogno non infranto ma solamente rimandato.

Pietro Scrocca (foto GazReg)
Presidente, un ko che brucia ma che non comprometterà il vostro progetto: le forze per reagire l'anno prossimo ci sono tutte, no?

“Assolutamente sì, abbiamo le forze e le basi per portare avanti questo progetto. Sicuramente dovremo cercare di correggere gli errori che si sono visti in questo campionato: proveremo a farlo. Ad ogni modo, la partita con la Monti Cimini è la fotografia dell'intera stagione. Le colpe sono solo le nostre, inutile andarle a cercare altrove. Peccato, perché la squadra era arrivata pronta e consapevole dell'importanza di questo appuntamento. Sono mancati alcuni giocatori chiave, al contrario degli under a cui faccio gli elogi perché hanno tenuto in partita tutta la squadra. Pazienza: il calcio è anche questo”.

Grande delusione, ma non è tutto da buttare.

“Sicuramente, tutto sommato una stagione positiva, soprattutto se pensiamo che nel girone di ritorno abbiamo recuperato 15 punti alla prima in classifica. Sappiamo che arrivare in fondo è sempre difficile, più facile invece dire che all'inizio eravamo la favorita sulla carta. E' sempre il campo a dare i verdetti e strada facendo ci eravamo posti l'obiettivo minimo dei play off, centrato con tranquillità tramite una rimonta che – soprattutto oggi – avrebbe meritato un epilogo diverso”.

Un girone B molto equilibrato, senza un vero e proprio padrone. Che giudizio dà agli avversari?

“Hai detto bene, è stato un raggruppamento sicuramente bilanciato, dove il Casal Barriera ha vinto meritatamente dopo un percorso al vertice già da qualche anno. Ecco, sicuramente loro rispetto a noi hanno avuto più esperienza, anche perché hanno disputato i play off già lo scorso anno. Tuttavia è stato un campionato diverso: sapevamo che sulla carta non c'era tutta questa qualità che Lepanto Marino e Valle del Tevere avevano garantito nell'ultima stagione. Fare il salto di categoria tramite la porta secondaria sarebbe stato importante, ma come ho detto prima siamo pronti a ripartire con il doppio dell'entusiasmo: abbiamo un'ossatura consolidata, dobbiamo solo evitare di commettere gli stessi errori. Le avversarie? Tutte buone, anche quelle di centro classifica come Vicovaro, Fonte Nuova e le stesse Guidonia e Castelnuovese che hanno dato filo da torcere a tutti. E forse proprio questo equilibrio ci ha consentito di recuperare quei punti a cui accennavo prima”.

Le chiedo un commento su qualche singolo giocatore, a cominciare dai protagonisti del play off con la Cimini: Iannotti, Prioteasa, Neroni.

“Allora, sicuramente a Iannotti e Neroni in questo momento non mi sento di dire nulla. Stefano non lo scopro di certo io e nell'arco della stagione ha portato carisma, professionalità e mentalità a questa squadra. Al di là del rigore decisivo sbagliato, ci ha dato equilibrio e autostima, facendosi ben volere da tutti sin dal primo giorno. Qualcuno poteva pensare che venisse a fare la prima donna e invece non è stato così: si è messo al servizio degli altri in allenamento, in partita e nello spogliatoio. Da Prioteasa forse ci si aspettava qualcosa di più in fase realizzativa, ma non dimentichiamo che è stato fermo per infortunio. Il ragazzo si è comportato correttamente per tutto l'anno, dando sempre il suo apporto. Purtroppo capitano le annate un po' così”.

Il presidente all'Ocres Moca (foto GazReg)

Sull'avvicendamento in porta tra Missori e Marini, invece, possiamo dire che la scelta iniziale non ha dato i frutti sperati?
“Sinceramente non me la sento di rinnegare questa decisione, tanto meno di dare responsabilità al ragazzo (Missori, ndr) che ha qualità e ha lavorato bene. Anzi, ci tengo a ringraziarlo prima di tutti gli altri perché quando ha lasciato la porta al più esperto Marini non è mai mancato ad un allenamento e si è sempre impegnato al massimo mettendo a disposizione la sua voglia di cresce, anche nella Juniores. Ripeto, non mi sento di dargli colpe. I risultati non sono arrivati per ben altri motivi”.

Due parole sull'allenatore Daniele De Filippo.

“Il mister ormai lavora con me da tantissimi anni e il nostro rapporto va al di là di quello che succede in campo. Sono molto legato a lui, mi piace come lavora e come guida la squadra: il giudizio che ho è sicuramente positivo. E' cresciuto in questa società e in un certo senso la sente sua. E poi a me i mercenari non piacciono, soprattutto quelli della panchina”.

Capitolo settore giovanile: è stata una stagione sicuramente positiva per il Villalba, che continua a crescere sotto ogni aspetto. E da qualche giorno c'è una novità nei quadri dirigenziali, dico bene?
“Sì, abbiamo un nuovo responsabile della scuola calcio, Egidio Zampa che ha preso il posto di Cerini. Per lui si tratta di un ritorno a Villalba, dato che aveva lavorato con noi 7-8 anni fa prima della parentesi a Villanova. Insieme a Zampa, inoltre, venerdì presenteremo anche il nuovo direttore sportivo Patrizio Melfa, che eredita la carica di Mauro Lamattina. Quella di Mauro non è assolutamente una bocciatura e ci tengo a ringraziarlo per quello che ha fatto fino ad oggi. Purtroppo il suo lavoro non gli permetteva di gestire pienamente alcune situazioni. Con Patrizio, adesso, proveremo a cambiare ulteriormente marcia”.

In ultima battuta, presidente, un bilancio sull'annata dei ragazzi del vivaio?
“Positivo, che ci fa ben sperare per il futuro. Abbiamo vinto il campionato Giovanissimi Regionali e la Juniores si è ben comportata. Peccato per la retrocessione dei 2003, ma sapevamo che avremmo avuto delle difficoltà: bisogna subito rimettersi a lavorare. Ad ogni modo, dalla scuola calcio stanno emergendo parecchi gruppi molto interessanti. Posso dire con certezza che sotto abbiamo tanta qualità. Speriamo di poter riprendere almeno le categorie regionali, intanto l'anno che verrà ci troveremo ad affrontare l'elite con i Giovanissimi. La Juniores, come detto, è un bel gruppo e credo che torneremo presto nella massima categoria regionale persa lo scorso anno. Ci siamo andati vicini già quest'anno, la partita chiave contro la Lodigiani ci ha condizionato: era lo scontro diretto, avevamo la gara in mano, ma le tre espulsioni hanno fatto cambiare un po' di cose. Per concludere posso assicurare che i nostri sono giocatori fatti e cresciuti in casa e sappiamo bene che per fare l'Eccellenza bisogna migliorare la qualità dei giovani. E noi siamo pronti”.

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