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L'intervista

Cpc 2005, si presenta Roberto Gimmelli

Parla il nuovo giocatore biancorosso dopo i primi giorni della preparazione estiva

01 Agosto 2018

Roberto Gimmelli

Roberto Gimmelli

Roberto Gimmelli

Con un passato glorioso alle spalle, con l’inizio calcistico che fu nell’ Inter U19 nel 2001  per vantare poi presenze in lega Pro fino all’approdo al Civitavecchia1920, dove ha giocato l’ultima stagione, Roberto Gimmelli si presenta oggi ai tifosi della Roja. Professionista  nel vero senso della parola, serietà e dedizione   messe da subito a disposizione della CPC2005 calcio, è uno di quei giocatori la cui storia non va ne scritta  ne raccontata, ma per capirne la valenza sia sotto il profilo calcistico che umano basta vederlo calcare il terreno di gioco, seppur si tratti ad ora di allenamenti.Un botta e risposta con Roberto nelle righe sottostanti:


Una nuova avventura per te, questo inizio come ti è sembrato? 

"L’approccio con l’ambiente è stato buono,  è soprattutto sano con quell’aggiunta di ambiziosità che non guasta". 


Un pensiero sui tuoi compagni e sul mister 

"Avevo avuto modo di conoscere  alcuni ragazzi, che poi ho ritrovato qui, l’incontrarsi negli spogliatoi nella mia permanenza con il Civitavecchia me lo ha permesso,  con il protrarsi e il consolidamento di quella stima che già avevo nei loro confronti. Sono dei bravi ragazzi e dei buoni giocatori, questo posso affermarlo tranquillamente. Con il mister non avevo avuto modo di lavorare insieme, ma solo giocarci contro, e quell’aggressività che ho visto in quegli incontri rispecchiano in pieno, almeno penso, il suo carattere." 


Credi che la rosa sia competitiva o serva altro? 

"Mi sembra una rosa già competitiva e ben assortita, ma sarà il campo a parlare in maniera definitiva. Va tutto dimostrato e non serve solo avere ottimi giocatori, lavoro sodo in settimana per poi dimostrarlo la domenica; questi i passi da fare per un buon campionato. Ora dobbiamo pensare solo ad allenarci."


Un gruppo di under che andrà plasmato con le potenzialità dei più grandi, cosa ti senti di dirgli? 

"I giovani sono una parte essenziale per questa categoria, del resto ne giocano tre e sono spesso l’ago della bilancia di una squadra. Porterò indubbiamente la mia esperienza e darò i miei consigli, un ciclo che si ripete nella carriera di ognuno negli anni,  ma sono solito dire che spetta solo a loro dimostrare il vero valore arrivando, sia negli allenamenti che in partita, al limite che sentono di avere. Dare sempre il massimo, in questa fase della loro carriera calcistica, fa si che passino  dall’essere un po acerbi a dei veri e propri giocatori. Sta a loro dimostrare il vero valore che hanno, ovviamente con i consigli che daremo noi grandi.”

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