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l'intervista

CPC all'alba di una nuova era. Caputo: "Calcio una cosa seria"

A due giorni dall'esordio in campionato in casa Compagnia Portuale ha parlato il 53enne tecnico civitavecchiese

31 Agosto 2018

Compagnia Portuale, domenica l'atteso esordio in campionato contro la Vigor Acquapendente

Compagnia Portuale, domenica l'atteso esordio in campionato contro la Vigor Acquapendente

L’alba di una nuova era si chiama letteralmente Paolo Caputo. La Compagnia Portuale, dopo anni di proclami e voli pindarici ha virato su un uomo che, al calcio civitavecchiese ha dato sempre un contributo enorme. Un profilo alto con grandi tecnici la Cpc lo ha avuto sempre a dir la verità ma, la scelta di Caputo, ponderata in maniera oculata da parte della proprietà, ha un significato profondo: è quasi un tributo alla Civitavecchia calcistica. “Sono approdato - racconta Paolo Caputo - in un club giovane ma ambizioso, i presupposti per disputare una stagione ad alti livelli sussistono: solo il campo però svelerà se ciò che qua tutti alla Cpc pensiamo, sarà fattibile”. Già, il campo, giudice legittimo e supremo, terreno di gioco, dove da poco si è consumata una partitina in famiglia avvincente e goliardica: al Tamagnini il sorriso frammisto alla fatica, è di casa. “Ho trovato una grande disponibilità al sacrificio da parte del gruppo, il livello della rosa che ho a disposizione è molto buono, lo staff nel complesso è anche umanamente straordinario: tradotto, ho grandi responsabilità verso questa mia nuova famiglia calcistica”. È un Caputo deciso, deluso da certe esternazioni fatte sul suo conto ma al contempo è un uomo sereno quello che siede a bordo campo, mentre la squadra ha raggiunto le docce e, il tramonto,  incornicia il campo malinconicamente ormai vuoto. “Le esperienze e i fatti insegnano, a 53 anni posso dire di non aver nel complesso mancato di rispetto alle figure che ruotano attorno a questo sport, onestamente non mi curo di ciò che dicono di me anche in maniera magari scarcastica, ognuno ha il suo ruolo e lo rispetto anche se, certe storie proprio non riesco a condividerle: il calcio lo reputo ancora una cosa seria”. Durante la preparazione il rinomato tecnico civitavecchiese ha cercato di calibrare la squadra in corso d’opera, in base al suo credo calcistico, ponderando ogni decisione con la proprietà e la dirigenza. “Un tecnico ha il diritto ed il dovere di fare delle scelte, il mercato ha portato in dote alla Cpc buoni giocatori oltre che persone educate e professionali, anche nei giovani ho trovato la mentalità giusta per apprendere e cercare di migliorare nel più breve tempo possibile: le scelte fatte sono per il bene della squadra: nel calcio chi merita ha spazio: tra uno bravo e uno meno bravo scegliere il primo per me è la normalità”.

Compagnia Portuale, domenica l'atteso esordio in campionato contro la Vigor Acquapendente
Già, la famosa storia della selezione naturale che ha consentito alla Roja ad esempio di progredire e vivere così un precampionato positivo, contraddistinto soprattutto da una grande novità: la stella Luigi Ruggiero ha, ora, grazie a Caputo, le chiavi della squadra nelle proprie mani. “Ruggiero se gioca al centro come piace a me si diverte innanzitutto di più e, quelli come lui vivono il calcio soprattutto grazie alle emozioni. Gigi poi ha un talento immenso: cercare di valorizzarlo al massimo è un atto dovuto poiché se la sua classe brilla costantemente, il livello della squadra si impenna: i calciatori sono gli attori protagonisti, io cerco solo dare delle tracce da percorrere, poi sta a loro”. Non sarà una passeggiata per la Compagnia quella che sta per intraprendere nel girone A di Promozione: Caputo però è consapevole della forza e della versatilità che può contraddistinguere in positivo la creatura che sta plasmando giorno dopo giorno con tanta pazienza. “Il livello del girone A di Promozione è buonissimo, soprattutto per il primato, c’è tanta concorrenza, ho la fortuna di allenare una squadra ben attrezzata, in grado di cambiar pelle se il caso lo richiede. Ho giocatori intelligenti prima che validi tecnicamente e tatticamente”. È tempo di doccia anche per il mister ma prima una doverosa battuta su ciò che è stato, è attualmente e può diventare la Cpc. “Non posso francamente giudicare il passato, nel presente vedo tanta predisposizione in generale a fare le cose perbene in ogni settore: c’è organizzazione e professionalità alla Cpc, il futuro cerchiamo di costruirlo in un determinato modo. Il calcio chiaramente è competizione, non c’è nulla di scontato, bisogna che ci guadagniamo ciò che tutti desideriamo, siamo una squadra in crescita ma ancora ferma al 50% delle nostre reali possibilità”.

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