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l'intervista

Polisportiva De Rossi, Schiavon: "Il calcio è finto, ma non qui"

La storia del giovane centrocampista rossoblù, punto di forza dei romani e con un passato nei professionisti

08 Ottobre 2018

Daniele Schiavon

Daniele Schiavon

Daniele Schiavon

Ci sono giocatori che fanno la differenza e Daniele Schiavon è sicuramente uno di questi. Dopo aver vinto per due volte il campionato di Eccellenza, con Terracina e Trastevere, il ragazzo classe '95 ha provato a compiere il grande salto nel mondo del professionismo, ma una volta resosi conto dell’ambiente che lo circonda, Schiavon ha preferito tornare sui suoi passi, scegliendo un progetto per il quale nutre un forte legame. “Ho pensato di smettere, il calcio mi disgusta” – esordisce il giocatore della Polisportiva De Rossi – “Vanno avanti solo i raccomandati, ormai è tutto finto. Se oggi sono qui lo devo a Remo (Diana, team manager della società roamana ndr), che ho conosciuto quando da ragazzo giocavo all’Urbetevere e a mister Montella, che per me è come un padre. Siamo probabilmente l’unica squadra a non avere stipendi e a me piace così, mi diverto a giocare con senerità”. Interpellato sulla stagione in corso, il centrocampista ha aggiunto: “Siamo un bel gruppo, formato da bravi ragazzi. Ad inizio stagione si parlava solo di salvezza e non ero d’accordo, io punto sempre al massimo e sono felice di come le cose siano cambiate da allora. Ci stiamo impegnando molto e i risultati ne sono la prova, siamo ancora imbattuti, nonostante il campo non ancora disponibile ci costringe a giocare sempre in trasferta e di questo ne siamo fieri”.

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