Cerca

l'intervista

Cerveteri, parla D'Aponte: "Una sfida da vincere"

Parla il nuovo direttore sportivo del club tirrenico: "Vogliamo fare un buon campionato"

18 Giugno 2019

Daniel D'Aponte

Daniel D'Aponte

Daniel D'Aponte

Sarà Daniel D’Aponte il nuovo direttore sportivo del Città di Cerveteri. La società verde azzurra ha reso noto nella serata odierna l’ufficialità dell’operazione che vedrà l’ex CSL Soccer cimentarsi dunque dietro una scrivania in una piazza prestigiosa. Per D’Aponte, l’avventura in terra etrusca, rappresenta un’occasione di crescita considerevole: a soli 22 anni va ad immergersi in un contesto calcistico che, nei periodi d’oro, ha assaporato il piacere del professionismo.


Daniel lasci Civitavecchia per arricchire il tuo bagaglio culturale in quel di Cerveteri: prime sensazioni?

“Indubbiamente positive, alla mia età è importante relazionarmi con ambienti calcistici da cui posso trarre stimoli considerevoli: Cerveteri in questo momento per me è il top.


Stavi per approdare alla Monti Cimini, poi...?

“Avevo una base di accordo con Torroni poi alla PMC c’è stato un cambio al vertice societario.Il calcio vive di queste situazioni, fa parte del gioco. È significativo per me il fatto che una piazza così importante come quella viterbese abbia concretamente pensato al sottoscritto”.


Cosa ti ha spinto ad accettare Cerveteri?

"Cerveteri la vedo come una sfida da vincere. Sono competitivo ed ostinato per natura: cercherò di lavorare sodo sin da subito per portare il mio modo di pensare il calcio al Galli".


Sei reduce da un'annata super alla CSL: pensi di poter disputare una stagione prestigiosa anche con verde azzurri?

“L’obiettivo è fare un buon campionato. Sicuramente partiremo da alcune certezze come Castelletti, Vignaroli e Paraschiv, inseriremo dei giovani, tentando di strutturare il prima possibile la rosa della prima squadra”.


Fai parte della cosiddetta schiera dei ds della "next generation". Come si gestiscono le pressioni alla tua età?

“Documentandosi in maniera assidua, cercando di anticipare sempre i tempi. Oggi il calcio è cambiato, la mia figura prevede anche un’organizzazione capillare del club sotto diversi aspetti. Un diesse ormai è un manager a tutti gli effetti, non si occupa solo di calciatori da tesserare o cedere".


Nei dilettanti ci sono modelli a cui ti ispiri?

“Ho un rapporto di grande amicizia e stima con Carlo Musa: per me lui è il modello di riferimento.Apprezzo molto l’operato portato avanti con grande professionalità nel tempo da Alessio Mursia all’Aranova.Mi piace molto come lavora e si interfaccia con le persone Sandro Fabietti: la Civitavecchia calcistica con lui ha inserito un grande tassello, direi fondamentale. Tra l’altro ci tengo a ringraziarlo pubblicamente Fabietti poiché mi ha fatto una telefonata molto significativa subito dopo il mio approdo ufficiale a Cerveteri: un gesto ricco di contenuti, di cui farò sicuramente tesoro”.


In chiusura, come si diventa ds a soli 21 anni?

“Serve passione, tanta. Poi bisogna lavorare assiduamente anche 14/15 ore al giorno se occorre. I contatti in generale sono essenziali, oggi noi giovani coi social network abbiamo grandi possibilità sotto questo aspetto”.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE