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L'intervista

CSL Soccer, Salipante: "Dignità e passione ci distinguono"

Il tecnico fa il punto della situazione: il campionato è alle porte, ma la squadra e il club si preparano con grande serietà e serenità

24 Agosto 2019

Salipante (©DelGobbo)

Salipante (©DelGobbo)

Salipante (©DelGobbo)

A Civitavecchia batte forte il cuore anche della CSL Soccer: compagine al secondo anno di militanza nel campionato di Promozione. Da persone perbene come Daniel D’Aponte e Daniele Fracassa, il testimone è rimasto lo stesso passando nelle mani premurose di Marco La Camera e Nicola Salipante. La prima squadra ha cambiato un po’ volto nonostante l’annata trionfale vissuta: la proprietà, invece, è rimasta la stessa. Volti storici come Tommaso Valente, Eugenio Della Camera e Gian Marco Campari sono lo zoccolo duro di un team che, in città, si distingue per la spontanea genuinità calcistica, spensierata ma comunque professionale, che dovrebbe caratterizzare ogni club dilettantistico. Pochi squilli mediatici di tromba, tanto lavoro, non ostentato, sul campo: la freschezza spartana ma poetica di un calcio, divenuto purtroppo chimera, laddove il morbo di un professionismo più che altro fantasioso, ha attecchito. Il precampionato dei rossoblu è stato affascinante e soprattutto proteso verso lo sfoltimento di una rosa a dir poco extra large. “Vorrei tenere tutti -narra col solito aplomb che lo contraddistingue Nicola Salipante tecnico della CSL- ma non posso proprio. Una selezione va fatta. Uso come metro di giudizio anche i comportamenti naturalmente”. Non ha problemi a lavorare con molti giovani l’emergente mister civitavecchiese.“I giovani sono risorse che reputo fondamentali: certo devono avere fame, motivazioni e voglia di imparare”. La CSL Soccer è la dimostrazione che si può far calcio in maniera seria anche con poche risorse economiche.“La buona volontà -prosegue Salipante- non manca in questo club caratteristico così come le risorse umane puramente professionali. Non siamo un top-club ma non ci sentiamo inferiori a nessuno: dignità e voglia di interpretare con passione lo sport che amiamo ci contraddistinguono”. E un applauso va fatto, su quest’ultima acuta osservazione dell’ex Montalto. Notorietà non richiesta ma ottenuta per meriti e ricchezza d’animo talvolta sono i premi più illustri e significativi, per lo meno per chi si accontenta di poco ma sa godere di tutto, a prescindere.

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