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l'intervista

Cristofari, bomber senza età "La mia vita per il gol...."

Contro il Pian Due Torri ha toccato quota 224 gol. A 36 anni ha ancora fame e molto da insegnare ai più giovani

27 Settembre 2019

Flavio Cristofari ©Cannata

Flavio Cristofari ©Cannata

Flavio Cristofari ©Cannata

Gol segnati, avversari sorpassati, campionati vinti e tifosi fatti esultare. In strettissima sintesi la carriera nel nostro mondo di Flavio Cristofari, punta di diamante di un'Indomita Pomezia, che sta stupendo tutti: chi ne sa di più e chi si sta avvicinando alla Promozione adesso. A lui probabilmente il torneo cadetto sta stretto, ma a 36 anni, forse, un ritmo leggermente più soft può andare bene. 224 i gol segnati in un percorso che lo ha visto arrivare sin al professionismo (serie C) per poi gonfiare le reti di tante formazioni del Lazio. Successi legati a lui come quello col Lavinio Campoverde, e poi quelli con il club pometino, agli ordi di Aiello che lo ha completamente rilanciato.  "Avevo vinto il campionato con il Lavinio, poi invece di salire di categoria ho fatto un'altra tipo di scelta. C'è un progetto importante qui all'Indomita e per ora mi ha regalato tante soddisfazioni, compresa la vittoria del campionato dello scorso anno"

Un'indomita che ha 9 punti in 3 gare: dove volete arrivare? "L'appetito vien mangiando e per ora ci godiamo il momento. Vogliamo fare un buon campionato e quindi ci muoveremo in maniera umile. Di certo non renderemo la vita facile a nessuno"

Hai tanta esperienza e sai come si fa gol: cosa consigli ai più giovani? "Di ascoltare chi ne sa di più di loro, perché può dar loro una mano nel percorso di crescita. Spesso ci sono dei ragazzi presuntuosi, che pensano un po' a loro stessi e basta, non capendo che devono mettersi al servizio della squadra"

Domenica scorsa Immobile è uscito protestando platealmente. A te è mai successo e che idea hai sul fatto? "L'attaccante vive per il gol e quindi quando ne hai fatto uno pensi di essere in giornata e non vuoi mai uscire per farne un altro. Sicuramente la sua reazione è stata un po' troppo forte, ma in un certo senso lo capisco. L'attaccante ha sempre fame e magari quando non sei tranquillo, oppure senti di essere in fiducia non ci stai ad uscire"

Qual è il difensore che ti ha fatto più soffrire? "Sono sincero, non penso mai molto agli avversari, non sono il tipo che si mette a guardare chi gioca e dove. In molti mi hanno messo in difficoltà, ma alla fine mi sono tolto le mie soddisfazioni. Sicuamente mi ricordo chi magari ha un gioco un po' più scorretto, quello sì, piuttosto a chi magari è duro ma leale"

Quale compagno di reparto hai invece ammirato di più? "Ho giocato con e contro molti attaccanti di spessore. I primi nomi che mi vengono in mente sono quelli di Tornatore, con cui ho lottato per la classifica cannonieri. Diego è veramente forte. Poi ho giocato con Zanchi, Catracchia e Bucri. So tra l'altro che anche suo figlio è un bell'attaccante, gli auguro di ricalcare almeno la carriera del padre, che in quel ruolo si è divertito molto...."


Obiettivo stagionale? "A 36 anni e con qualche acciacco non penso più a qualcosa di personale, ma sono qui per dare una mano alla squadra. Spero di poterla portare più in alto possibile, ci fidiamo molto di noi stessi e non pensiamo agli altri. Abbiamo iniziato bene, speriamo di finire meglio". 

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