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W3, segnali di mentalità: il primato non è un caso

Il duello con il Terracina si risolverà molto probabilmente sul fil di lana, ma la squadra di Manelli sta dimostrando di potercela fare

03 Marzo 2020

W3, è tornata a +2 sul Terracina ©Del Gobbo

W3, è tornata a +2 sul Terracina ©Del Gobbo

W3, è tornata a +2 sul Terracina ©Del Gobbo

Lo scorso 16 febbraio, dopo una serie incredibile (15) di vittorie arrivò il pareggio in casa dell'Atletico Bainsizza, classica squadra rognosa e che può vincere e perdere con tutti, la W3 Roma Team poteva subire un contraccolpo psicologico. Ipotesi ancor più rafforzata dallo stop, questo meno preventivabile, contro il Fonte Meravigliosa, formazione in ripresa dopo un periodo assolutamente difficile ma pur sempre tra quelle che lottano per evitare la Prima Categoria e dunque di un altro passo (ed anche altra pasta) rispetto ai bianconeri di Stefano Manelli. Squadra neopromossa quella che ormai possiamo affiancare al Tobia e rivoluzionata in estate. A bocce ferme pronta per un campionato di medio cabotaggio, sicuramente non pronosticabile per un simile predominio. Soprattutto se confrontate con la concorrenza, il Terracina. Gara dopo gara la W3 ha dato sostanza alla sua forma, ma quei duei pareggi avrebbero potuto far vacillare quelle certezze costruite con così tanta fatica (sportiva). Invece no. Il rigore sbagliato da Lanzi contro il Fonte poteva segnare in negativo il percorso di un gruppo finora sopra le righe ed inficiarne l'avventura. All'Anco Marzio la W3 è tornata al successo, ma non sono tanto i canonici 3 punti a far ricalibrare l'entusiasmo dei bianconeri, ma il modo in cui questi sono stati conseguiti. Match spigoloso quello contro la Morandi, risolto da un rigore (leggeteci qualcosa nel nome del destino) col Terracina che pareggia col Sabaudia. Canone inverso. ll primato è quindi meritato e va letto tra le righe della partita, conducendoci ad una caratteristica che nel corso, ma soprattutto alla fine dei giochi, può fare la differenza tra la polvere e l'altare: la mentalità. La W3 ha dimostrato non soltanto di essere una squadra ben costruita e di trovarsi in campo ormai a memoria, ma soprattutto ha dato un segnale forte al campionato, ovvero, quello di avere testa e gambe da leader. Anche se la corsa è ancora lunga e soprattutto c'è la sfida del Colavolpe da affrontare. 

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