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L'intervista

Sant'Angelo, il baby Ciaraglia "Spero di finire la stagione"

Il centrocampista classe 2000 dei giallorossi si prepara da solo in casa, in attesa di tempi migliori e del rientro in campo

25 Marzo 2020

Ciaraglia © GazReg

Ciaraglia © GazReg

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Nicolò Ciaraglia è stata senza dubbio una delle migliori intuizioni del mercato estivo del Sant'Angelo Romano, formazione che ha superato ben presto il grado di sorpresa e si è posizionata stabilmente nella zona promozione della classifica. I tiburtini di Lucani sono stati anche in testa poi, prima della sosta, una leggera flessione che ha riportato davanti il La Rustica ed ha permesso il rientro di un Riano in stato di grazia. Il centrocampisto giallorosso, classe 2000, è uno dei principali artefici della cavalcata da podio del Sant'Angelo. Arrivato dopo le 90 presenze con la maglia del Guidonia si è preso la leadership del centrocampo, con il suo calcio fatto di un mix tra determinazione, geometria e spunti offensivi. Come tutti i suoi colleghi al momento è a casa, in attesa di tempi migliori "Per quanto possibile sto vivendo bene questa situazione, con tutte le limitazioni del caso, ma questa è una realtà che purtroppo ci accomuna tutti. Io, come il resto della squadra, sto continuando ad allenarmi singolarmente a casa ed ovviamente non è la stessa cosa di un allenamento fatto con i compagni tre volte a settimana. Mi mancano molto sia loro che gli allenamenti settimanali, anche se ci sentiamo tutti i giorni, mister compreso. Mi auguro che questa situazione non possa gravare troppo sulle sorti del campionat e che si possa continuare a giocare anche se la data dell'ultima giornata dovesse essere fissata oltre i tempi previsti. In questo momento, però, dobbiamo tutti pensare alla salute ed è per questo che mi auguro che tutti rispettino le disposizioni date dal Governo e le decisioni prese da Conte perché in questo modo possiamo tornare alla normalità nel più breve tempo possibile. Voglio abbracciare le famiglie che hanno perso i loro cari, sperando che siano sempre meno quelle che dovranno vivere la stessa situazione. Infine, voglio anche fare un appello: chi può aiuti il prossimo, anche con una semplice donazione. Se restiamo tutti uniti andrà tutto bene, sono sicuro che insieme ce la faremo". 

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