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L'intervista

Monte Mario, parla Appoloni "C'è bisogno di nuove regole"

Al capitano rossoverde non piace l'idea di promozioni e retrocessioni con tante partite non disputate

13 Maggio 2020

Luca Appoloni

Luca Appoloni

Luca Appoloni

Il Monte Mario è una delle formazioni al debutto nel torneo cadetto. Un inizio convincente, un bel cammino in Coppa e con una classifica che vedeva la formazione ora allenata da Giancarlo Oddi (arrivato in corso d'opera al posto di Ceresi) in piena zona play out. Una dimensione che ci si poteva aspettare e che, stando a quanto racconta il capitano dei rossoverdi Luca Appolloni, se dovesse portare alla retrocessione verrebbe accettata, ma "Io non credo sia giusto decretare una promozione o una retrocessione adesso, quando il più delle volte queste vengono determinate tramite play off e play out, ma anche perché la posizione tra due squadre in lotta è determinata da 1-2 punti di differenza e non sarebbe giusto determinare un vincitore o un retrocesso quando mancando da giocare 10 partite. Naturalmente il mio pensiero non si riferisce a situazioni di classifica già delineate, come per esempio il nostro caso. Credo che sia la società che i compagni condividano con me l'idea di accettare la retrocessione se dovesse arrivare, senza polemiche. Sicuramente è diverso per tutte quelle società che hanno investito molto per raggiungere dei risultati e che vedono buttar via un'intera stagione. E' una situazione straordinaria ed è per questo che credo sia giusto che la decisione finale dovrà essere presa ascoltando le idee, le richieste e le problematiche di tutte le società, non escludendo nessuno". Tra le problematiche delle società ci sarà sicuramente quella del reperire fondi per la prossima stagione, in tal senso il capitano del Monte Mario vede di buon occhio una riduzione delle pretese da parte dei calciatori "Questa situazione  porterà difficoltà economiche che si ripercuoteranno anche sulle società sportive, che vivono di sponsorizzazioni. Ci sarà una forte ripercussione sui rimborsi. Mi auguro che tutte le società riescano a sopravvivere, ma ci credo poco. Penso però che si tornerà ai vecchi tempi, quando ognuno giocava per la squadra del suo paese, senza rimborso, ma per puro piacere". Difficoltà economiche che vivono anche i singoli, con Appoloni che però non ha richiesto il bonus presentato da Sport e Salute "Avendo un contratto di lavoro non ne avevo il diritto e fortunatamente non ne ho avuto bisogno. Penso che qualsiasi tipo di aiuto vada dto a chi ne necessita veramente, a chi non percepisce alcun tipo di reddito. Ci sono molti ragazzi giovani che studiano o lavorano e per loro il rimborso ottenuto col calcio è una piola entrata. Credo che questa sia la volta buona per cambiare qualcosa nei Dilettanti. Non ci sono tuttele sui rimborsi, e parlo per la maggior parte dei collaboratori sportivi, gli unici che sono tutelati sono gli allenatori, che hanno un contratto. Mi chiedo 'perché i giocatori non possono averlo?' Tutti sappiamo quante società si approfittino, a volte non dando l'ultimo rimborso anche se l'obiettivo è stato raggiunto anticipatamente in campionato. Capita poche volte che le società rispettino gli accordi, c'è bisogno di nuove regole e di innovazione".  Nuove regole che entreranno in vigore necessariamente dalla prossima stagione, da ricalcolare con parametri diversi, in particolare quello sanitario "Avrei paura nel giocare senza un vaccino, perché le società non hanno modo di avere una sanificazione appropriata ed in modo continuato e quindi per noi dilettanti tornare poi al lavoro ed in famiglia potrebbe essere rischioso. Diverso è tra i professionisti: loro hanno la possibilità di isolarsi. Credo quindi che la stagione sia finita qui, in attesa di novità positivie tra agosto e settembre". 

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