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l'intervista

Vis Subiaco, Trombetta "Siamo dilettanti, ricordiamolo"

Il direttore sportivo sublacense interviene dopo il recente botta e risposta tra tesserati ed il presidente Zarelli

11 Novembre 2020

Vis Subiaco, Trombetta "Siamo dilettanti, ricordiamolo"

Luigi Trombetta (Foto ©Gaz Reg)

Con i vari campionati sospesi è normale che cresca un po' di insofferenza, anche perché da otto mesi a questa parte è già la seconda volta che calciatori, tecnici e dirigenti devono affrontare uno stop and go più o meno prolungato nel tempo. Rispetto a qualche mese fa nel paese però si respira un po' meno armonia, a tutti i livelli e nel calcio dilettantistico questo generale malessere non è assente, anzi. E' di questi giorni la lettera inviata sia da vari tecnici che da calciatori nei confronti del presidente Melchiorre Zarelli volta a smuovere le acque, piuttosto calme a dire il vero, del Lazio, con richieste e repliche che non si sono fatte attendere. La pressione è un po' alta, ma c'è anche chi prova a riportare tutto dentro i binari della concordia. E' il caso di Luigi Trombetta, artefice di una Vis Subiaco da vertice. Il dirigente sublacense non si è mai nascosto, ha costruito una squadra per provare a vincere ed i numeri al momento gli stanno dando ragione "A me a questo punto però non interessa la classifica - interviene nella vicenda di missive tra CR Lazio ed addetti ai lavori - perché c'è qualcosa di molto più importante in ballo, che è la salute di tutti noi. Come si può pensare di infiammarsi per chiedere di giocare a calcio ed avere soluzioni quasi immediate, quando c'è a tutt'oggi ben altro verso cui combattere. E' un atteggiamento che non riesco a capire ed io avrei tutto l'interesse a far sì che si torni in campo, perché siamo davanti in classifica, ma ora come ora non fa testo. Noi abbiamo sospeso tutta l'attività fino a quando non sarà possibile riprenderla nel migliore dei modi. Vorrei ricordare a tutti che noi siamo dilettanti, chi cerca di portare a casa qualcosa giocando a calcio in questo mondo ha sbagliato. Quello è il professionismo, che è un'altra cosa. Dobbiamo tutti pensare a cosa abbiamo intorno in questo momento, poi penseremo al calcio". 

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