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l'intervista

Ostiantica, il Puma De Maio "Chiusura giusta, ma..."

L'ex centrocampista del Fiumicino commenta lo stop ai campionati ed il suo primo periodo in maglia bianconera

13 Novembre 2020

Ostiantica, il Puma De Maio "Chiusura giusta, ma..."

Flavio De Maio (Foto ©Del Gobbo)

In attesa della ripresa del calcio regionale, con l’Ostiantica targata Cerrai - Arabia abbiamo analizzato la situazione in compagnia di Flavio De Maio, esperto centrocampista classe 1987.


Flavio, che idea ti sei fatto del difficile momento che sta vivendo il Paese e, di riflesso, anche il calcio regionale? Quale è il tuo pensiero in merito? "Purtroppo questo difficile momento si sta vivendo a livello mondiale e credo che questo spaventi ancora di più, credo che sia un evento che non sia mai accaduto nell’era moderna e di conseguenza le misure adottate per fronteggiarla siano del tutto sperimentali per chi ci governa e di conseguenza si viaggia al buio e senza una certezza. Purtroppo la situazione lavorativa, quasi per tutti, è ridotta al minimo e di conseguenza c’è una involuzione economica che grava sulle famiglie e purtroppo una ripresa sembra un miraggio. Per quanto riguarda il calcio regionale, in cuor mio per la passione e la vita che ho dedicato a questo sport, sono molto dispiaciuto del blocco perché lo sport in generale è il miglior modo per evadere da tutte le difficoltà e lo stress che la vita ti riserva e per i più giovani è un modo per stare insieme ad altri bambini e imparare a vivere e comportarsi in un gruppo ed avere rispetto di chi hai al tuo fianco. Purtroppo il calcio dilettantistico è stato un po’ messo da parte in questi ultimi anni e di conseguenza le società non hanno le risorse economiche per poter prendere tutte le misure idonee per poter rendere il proseguimento sicuro però per quanto riguarda la Promozione e l’Eccellenza, chi li gestisce poteva anziché mettere bonus sui chilometri percorsi o sui giovani schierati, dovrebbe aiutare le società a comprare dei test rapidi per poter almeno, in una piccola parte, controllare un eventuale contagio".


Hai dei consigli o delle indicazioni che vorresti dare a chi ha potere decisionale? Quali sono le soluzioni che si potrebbero adottare secondo te? "Se c’è un minimo di controllo si viaggia troppo al buio e la parola stessa dilettante racchiude il fatto che persone lo fanno per passione o divertimento. Da padre di famiglia non posso rischiare di dover rimanere a casa 14 giorni o più senza lavorare considerando che non me la riconoscono come malattia, quindi senza controlli la chiusura la ritengo giusta per ora augurandomi che riprenda il prima possibile perché tutti abbiamo una grande voglia di ricominciare".


Come procede la crescita nel mondo Ostiantica? Come ti stai trovando in questo nuovo ambiente? "Per quanto riguarda l’Ostiantica, se parlo della società in generale appena entro in un impianto mi piace guardare come è tutto l’ambiente a prescindere dalla prima squadra. Qui ho visto delle persone che già conoscevo, si percepisce la passione verso i ragazzi più piccoli e la voglia di fare le cose fatte bene, l’impianto sta crescendo a vista d’occhio e sono contento di aver conosciuto un’altra bella realtà come questa. Per la Promozione c’è un gruppo stupendo e ben amalgamato ed è una cosa bellissima e nelle prime 4 giornate di campionato l’abbiamo dimostrato anche in campo, quindi non posso chiedere di più, ampiamente felice ed orgoglioso di giocare con loro". 

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