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l'intervista

Cammillucci a cuore aperto "Io amo la Sorianese"

Il tecnico è stato chiamato dal club rossoblù durante questo periodo di sosta al posto del dimissionario Alessandrini

17 Novembre 2020

Cammillucci a cuore aperto "Io amo la Sorianese"

Cammillucci, tecnico della Sorianese

C'è del romanticismo nelle parole e nella storia tra Andrea Cammillucci e la Sorianese. Un legame che non si è mai spento del tutto e che ha riportato l'ex Cimini alla corte di Porta per provare a scrivere insieme qualche altro bel capitolo. L'occasione è arrivata quando Alessandrini ha scelto la strada delle dimissioni ed in casa rossoblù serviva un uomo capace di far vivere la restante parte della stagione con la massima tranquillità. Il nome è caduto appunto su un vecchio amico, che portò la Sorianese in Eccellenza sette anni fa. Obiettivo per ora lontano, ma chissà che non possa nascere un nuovo e lungo connubio per poterci iniziare a pensare. "Ero fermo e con una stagione che non si è conclusa e quindi ho iniziato a valutare diverse proposte che mi erano arrivate. Venivo da una promozione con la Monti Cimini e comunque avevo voglia di allenare in questa categoria, alla fine ho scelto la Sorianese, perché ne sono innamorato". Più chiaro di così non poteva essere il nuovo tecnico rossoblù, che poi spiega "Ho avuto un contatto con il presidente Porta ed ho scelto di tornare dopo la promozione ottenuta nel 2013. Sulla squadra posso dire che mi sembra un buon gruppo, l'ho vista nell'ultima partita che hanno fatto a Civitavecchia contro il Santa Marinella, mi ha sicuramente fatto una buona impressione sul lato fisico. Non ho visto una squadra in crisi e quindi non entro nel merito della scelta di Alessandrini di dimettersi. Non mi interessa parlare di progetti, quelli li lascio all'edilizia (ride ndr) nel calcio, soprattutto dilettantistico, conta altro. Io credo che questa squadra abbia tutte le caratteristiche per poter centrare l'obiettivo stagionale che è quello della salvezza".  Data la situazione, con allenamenti praticamente fermi, il mister poi dice la sua "Io credo che per questa stagione sarebbe stato meglio da parte dei vertici dei dilettanti pensare di posticipare l'inizio del campionato, perché nei professionisti si ha un altro modo di agire, avendone le possibilità, come fare tanti tamponi o creare la cosiddetta bolla. Non era difficile prevedere che ci saremmo trovati in questa situazione adesso e dunque, almeno dalla D in giù, sarebbe stato probabilmente meglio aspettare. Perché tutti i ragazzi che giocano in queste squadre non possono mettere il calcio al primo posto, perché lavorano e poi non possono rischiare di portare il contagio all'interno delle loro famiglie. Quello che mi dà fiducia è sentire che ogni giorni diverse case farmaceutiche stanno trovando delle soluzioni con i vaccini e che quindi un po' alla volta si potrà tornare alla normalità, iniziando a curare le fasce più esposte. L'augurio quindi è che questi possano essere disponibili il prima possibile". 

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