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l'intervista

Simonetta "Via la Coppa per gli infrasettimanali. Il campo ci manca tanto"

L'attaccante dello Zena osserva lo stop del calcio e prova a trovare una soluzione per concludere i campionati

09 Dicembre 2020

Alessandro Simonetta

Simonetta, bomber dello Zena (Foto ©GazReg)

Il tempo passa ma Alessandro Simonetta continua ad essere uno degli attaccanti più decisivi del nostro calcio. Un calcio che ha deciso di abbracciare con coscienza, scegliendo di lasciare il professionismo, di trovare un lavoro e poi di continuare a gonfiare le reti ogni settimana. E' uno di quei pochissimi che nella scorsa stagione ha comunque potuto festeggiare, visto che il La Rustica, poco prima che la società di via Galatea si dissolvesse ed andasse a confluire nel Real Rocca di Papa, ha conquistato la promozione in Eccellenza quando è stato determinato lo stop definitivo ai campionati. Sicuramente una soddisfazione in tono minore per chi si è allenato duramente fino a febbraio, ma comunque quel qualcosa in più che lascia sicuramente meno rammarico per poi come sono andate le cose. Dopo la maglia biancorossa Simonetta ha scelto un altro progetto interessante, quello dello Zena, nel quale ha impiegato davvero poco ad ambientarsi e buttarla dentro con regolarità. Per segnare altri gol c'è sempre tempo, si spera, per ora il bomber rossoblù si tiene in forma giocando con suo figlio, Facebook docet. "E' complicato riuscire a tenersi in forma in questo periodo - esordisce - non è ma successa una cosa del genere, la pandemia ha davvero spiazzato tutti. Però penso che se riesci a tenerti in forma facendo qualche allenamento, con le dovute precauzioni, si potrà tornare in campo tra gennaio e febbraio ed avere la possibilità di giocare". Alessandro ha vissuto anche il professionismo ed a tal proposito, sull'inattività, precisa "Nel professionismo un periodo di stop così lungo si fa sentire di più, però anche a livello amatoriale si può fare fatica nel rientrare pienamente in condizione e non averla ottimale potrebbe portare a qualche problema. Nel dilettantismo, comunque, nel 90% dei casi chi gioca ha principalmente un lavoro e quindi lo fa per divertirsi e non per altro. Allenarsi alle sette di sera o lo fai per passione o perché sei matto (ride ndr). Il calcio ci serve per staccare un po' ed in questo periodo è una valvola di sfogo importante, soprattutto mentalmente". Uno sfogo che per chi come Alessandro ha un lavoro che impegna molto (è nelle forze dell'ordine ndr) diventa davvero necessario. Una professione arrivata sempre attraverso il calcio per il bomber dello Zena. "Feci il concorso prima di andare all'Astrea, poi di fronte a me si mise la scelta se continuare col professionismo o tenermi il lavoro e rimanere nel calcio dilettante; posso dire che alla fine la scelta ha pagato, perché quantomeno ora ho la possibilità di lavorare senza particolari patemi d'animo in un periodo in cui in tanti stanno soffrendo. Ora come ora il lavoro è la priorità di tutti, insieme alla famiglia. Il calcio, nel nostro mondo, diventa qualcosa di secondario e lo dobbiamo prendere per quello che è, poi è normale che ci piacerebbe presto tornare a giocare. Io credo che tra le varie opzioni, in questo senso, sia utile eliminare la Coppa ed usare quei mercoledì in cui si sarebbe giocata per mettere dentro qualche turno infrasettimanale, in modo tale da arrivare fino al 30 giugno e concludere la stagione. Se si dovesse riprendere tra gennaio e febbraio avremmo tutto il tempo. Aspettiamo le decisioni di chi deve, purtroppo non spetta a me questo tipo di responsabilità". A lui spetterà tornare a far gol, mentre nel frattempo si diverte a casa con il suo piccolo bomber.

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