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l'intervista

Pischedda, lo stop e i compensi "Questo non è un lavoro. Febbraio? La vedo dura"

L'attaccante dell'Ostiantica e le priorità della sua vita con il blocco dei campionati. Ma non solo...

23 Dicembre 2020

Andrea Pischedda

Specialista in rovesciate: Andrea Pischedda (Foto ©Del Gobbo)

Chi ha qualche anno in più sulle spalle ricorda alla perfezione le rovesciate di Bonimba (Boninsegna) storico centravanti dell'Inter e della Nazionale. I più giovani e chi ama il calcio dilettantistico, invece, trovano la soddisfazione in questo fondamentale con Andrea Pischedda, arrivato in estate all'Ostiantica. L'ex attaccante del Fiumicino ci ha ben abituato a colpirla in area quando la porta è alle spalle. Ogni tanto l'ha messa anche dentro, quest'anno ancora no, ma le opportunità per farlo sono drasticamente diminuite con l'aumentare della curva epidemiologica. Il suo apporto l'ha fatto comunque sentire all'interno del gruppo bianconero, costruito per vincere ed inserito in un girone in cui saranno in poche a lottare per la promozione in Eccellenza. Come e quando, lo scopriremo soltanto tra qualche settimana. Per ora la creatura di Alberto Cerrai è al secondo posto con tre sole gare disputate e 9 punti. All'appello manca una porzione di sfida contro la capolista Palocco, con l'Ostiantica che ha chiuso la prima ora sullo 0-1. Tutto in divenire e tutto da decifrare il campionato che verrà, che per Andrea Pischedda sarà molto dura portare a conclusione in maniera regolare. "Abbiamo ricominciato con tutti i limiti previsti ad allenarci, più che altro per mantenere uno stato di forma accettabile per quando si riprenderà il campionato, che non sarà assolutamente come gli altri. Si proverà a finirlo in qualche modo, ma credo che ora il calcio sia l'ultima cosa cui pensare. E' la mia vita, ma adesso le priorità sono altre, come il lavoro e la famiglia. Ho sentito di vari gruppi su WhatsApp di persone che si lamentano della situazione e secondo me non c'è nessuna ragione per farlo. Non si può giocare, è semplice. Possiamo controllarci è vero, ed in questo l'Ostiantica ci è stata molto vicino con dei controlli settimanali, ma poi magari vai a fare un'amichevole con chi non ha fatto nemmeno un tampone e dopo qualche giorno ti trovi con 4-5 compagni contagiati. Non siamo al livello del professionismo, per noi deve essere un divertimento e a tutti coloro che si lamentano per la mancanza di un'entrata economica (parlando di calciatori, ndr) dico che hanno sbagliato valutazione. Se qualche soldo arriva deve essere un qualcosa in più che ogni società sceglie di dare in base alle proprie possibilità, ma non si può star a pretendere soldi. E' una mentalità che va cambiata. Forse in Serie D possono avanzare delle pretese, perché hanno comunque un contratto semiprofessionistico, ma dall'Eccellenza in giù è un ragionamento che non ha senso. Credo, infine, che sarà molto difficile tornare in campo a febbraio. Il vaccino sarà arrivato, ma non per tutti e dunque ci sarà sempre un rischio da affrontare". Campo che lo vedrà al fianco di nuovi colleghi di reparto, dopo gli anni magici con Forcina a Fiumicino. Andrea si sente a suo agio "Sono sempre stato una seconda punta, non ho mai fatto tantissimi gol ed il ruolo che mi ha cucito il mister addosso me lo sento bene. Con Mirko c'era grande intesa, quest'anno mi trovo con compagni diversi e di grande valore. Non capisco infatti perché De Santis giochi in Promozione, ma non voglio tralasciare nessuno perché so che Cerrai quando ha tutti a disposizione ha diverse difficoltà nello scegliere chi va in campo dal primo minuto, perché anche i giovani 2002 che abbiamo a disposizione sono davvero molto bravi". 

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