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l'intervista

Fiano Romano, Andrea Loreti "Restiamo positivi, o tutto è più complicato"

Parola al centrocampista scuola Tor di Quinto, oggi leader della formazione tiberina

20 Gennaio 2021

Andrea Loreti

Andrea Loreti, leader del centrocampo del Fiano Romano

Il Fiano Romano è una di quelle società a cui lo stop pesa di più, perché la classifica parla chiaro. I tiberini avevano lavorato in estate per costruire una rosa che fosse in grado di lottare per l'Eccellenza ed l'opera orchestrata da direttore sportivo Umberto Lupi e dal tecnico Piercarlo Antoniutti sotto lo sguardo sempre vigile ed accurato del presidente Claudio Pacolini ha portato i rossoblù a prendersi la leadership del girone B, mantenendo quindi le promesse fatte. Un grande sforzo, umano ed economico, che rischia di venir vanificato dalla pandemia, che sta costringendo gran parte delle attività del nostro paese ad uno stop forzato che inizia a tratteggiare contorni sempre più drammatici. Non fa eccezione il calcio, come ben sappiamo ed il torneo cadetto ha meno certezze rispetto ai suoi fratelli maggiori. L'ipotesi che inizia a serpeggiare a far paura a tanti è quella di non poter riprendere, ma si cerca di non pensarci, come fa Andrea Loreti, uno dei simboli della truppa tiberina "Il nostro campionato era iniziato bene - esordisce il centrocampista scuola Tor di Quinto - perché eravamo davvero in salute nelle prime giornate di campionato. Poi è arrivato questo stop che ha portato sulle nostre teste un grande punto interrogativo. Non si sa se e quando si potrà tornare in campo, ma certamente io come tutto il gruppo non vediamo l'ora di poterlo fare. Bisogna essere positivi in questo periodo, altrimenti tutto diventa più complicato". Complicato tenere la forma fisica con tanta inattività a cui si associa una mancanza mentale per l'assenza del gruppo "Ci alleniamo in maniera individuale - prosegue Loreti - ognuno per conto suo, manca davvero tanto avere rapporto con la squadra. Il calcio è questo, stare in gruppo e fare gruppo, la cosa più importante per poter ottenere dei grandi risultati. Se non crei questa base non puoi arrivare molto lontano". Lontano, così come la ripresa dei campionati dilettantistici di tipo regionale, che Loreti vorrebbe rivedere presto "Io sono sempre per l'idea che prima si ricomincia meglio è per tutti. Per noi giocatori, per i giovani che fanno questo sport e per il lavoro che hanno fatto le società che vivono delle difficoltà dall'assenza dell'attività. Io non penso che lo sport dilettantistico possa essere uno dei problemi principali del paese nella veicolazione del virus (ed il nostro studio ad inizio della seconda ondata lo aveva certificato ndr) perché non ci sono delle competizioni tali da portare tanta gente sulle tribune, non si creano quindi grossi assembramenti. Se i giocatori e le società stanno attenti nel rispettare i vari protocolli e tutte quelle misure necessarie a contenere la diffusione del virus si potrebbe e si poteva giocare. Io credo che in tanti stiano perdendo gli anni migliori della loro attività, anche chi ha la mia età, perché questo periodo di stop prolungato purtroppo non te lo darà indietro nessuno". Niente allenamenti, niente partite: Andrea Loreti si dedica quindi alla famiglia "Gli allenamenti dopo il lavoro e la domenica in campo portavano via molto tempo che in questo periodo sto recuperando. Da poco sono diventato papà di Alessandro e dunque adesso mi sto dedicando molto di più alla famiglia e a mio figlio, in attesa di poter tornare a giocare, a ritrovare quel divertimento che mi piace tanto".

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