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l'intervista

Orlando Fanasca "La ripresa è una vera incognita, intanto guardo avanti"

L'attaccante della Bi.Ti. è dubbioso su un possibile ritorno in campo e quindi inizia a pensare anche al futuro

28 Gennaio 2021

Orlando Fanasca

Orlando Fanasca, qui con la maglia della Vivace

E' una di quelle figure che potremmo definire iconiche nel nostro calcio, un giocatore che si avvicina al tramonto della sua nobile, nobilissima, carriera ma che non ha ancora intenzione di dire la sua, sul campo, prima che fuori. Orlando Fanasca è tornato alle origini ed anche se la sua società ora si chiama Bi.Ti., tutti conosciamo cosa rappresenti per lui Marino e quella maglia biancazzurra con la quale ha vinto e regalato magie. Una delle tante indossate, è vero, ma molto probabilmente se ha scelto di tornare a vestirla qualcosa deve essergli rimasto dentro. Classe 1983, Orlando Fanasca è un valore aggiunto nel torneo cadetto, anche se per vari motivi in quel mese di campionato non lo ha potuto dimostrare a pieno. "E' difficile andare avanti così - esordisce - ormai è un anno che siamo fermi, non le voglio nemmeno contare le quattro partite che abbiamo giocato in questa stagione. Possiamo dire che allo stare fermi, purtroppo, ci abbiamo fatto il callo e la vedo molto dura che si riesca a riprendere prima di settembre. Io ovviamente mi auguro che si possa tornare in campo anche nel mese di marzo, come recita l'ultimo DPCM emanato, ma sarebbe davvero complicato riuscire a terminare la stagione perché, comunque sia, il problema del Coronavirus non sparirà magicamente da quella data in poi. Ci potrebbero essere sempre dei casi che porterebbero al rinvio di altre partite e potrebbe venirsi a creare una situazione come quella che ci siamo appena lasciati alle spalle (la Bi.Ti. ad esempio ha un match da recuperare). In un mese o due, anche con un altro format, sarebbe davvero dura portare a conclusione qualsiasi campionato. Io credo che dall'Eccellenza in giù per questa stagione dovremo dirci addio e pensare direttamente alla prossima. Perché un calendario con tanti turni infrasettimanali sarebbe complicato da gestire in queste categorie. La maggior parte dei giocatori lavora durante la settimana e quindi come potrebbe scendere in campo con una frequenza così alta? Sarebbe stato, penso io, probabilmente meglio adottare subito un protocollo più stringente come quello della Serie D sin da ottobre in modo tale da avere un quadro sempre chiaro ed un monitoraggio costante". E se prossima stagione deve essere, qual è il piano di Orlando Fanasca. 37 primavere si fanno (o potrebbero) comunque sentire e magari viste le tante difficoltà ed una ripresa dopo uno stop così prolungato la scelta di rimettere gli scarpini potrebbero non essere così scontata "Ci sto pensando - afferma - perché è normale che sia così. Per me il calcio è sempre stato un lavoro, l'ho sempre pensato così in qualsiasi categoria ho giocato e con qualsiasi maglia. Questo mi ha stimolato anche a fare sempre del mio meglio, però effettivamente è anche arrivato anche il momento di guardare avanti. In questo periodo sto facendo dei corsi per lo scouting e penso che poi mi avvicinerò al mondo delle panchine seguendo i corsi che servono per poter accedere a questa professione. Il mio futuro, quindi, in un modo o in un altro, sarà legato al mondo del calcio. Per me fare questo tipo di pensiero è sicuramente più semplice rispetto ad un giovane, che in questo momento non solo sta perdendo tanto dal livello sportivo ed emozionale, ma soprattutto non sta crescendo. In questo sport le partite ti formano, gli allenamenti sono importanti, ma non sono tutto

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