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l'intervista

Un bomber con il ritmo nel sangue. Andrea Abruzzetti? No, Caravelle

L'attaccante del Grifone Gialloverde ha già pubblicato due brani con il suo pseudonimo ed in arrivo ci sono tante altre novità

30 Aprile 2021

Caravelle

Andrea Abruzzetti, bomber del Grifone canta col nome di Caravelle

Siamo abituati a vederlo lottare dentro l'area di rigore, a prendere botte per provare a far gol. Sappiamo della sua passione (e laurea) per l'ingegneria aerospaziale, ma sotto le vesti di delicato cantautore non lo avevamo ancora visto. Andrea Abruzzetti ed i suoi molti volti, un ragazzo che si impegna al massimo, ha trovato una sua nuova dimensione, senza dubbio nascosta solamente a chi non gli è più vicino. L'attaccante del Grifone Gialloverde è infatti sbarcato sulle varie piattaforme con lo pseudonimo Caravelle, un nickname in linea con quello degli artisti contemporanei, nato un po' per gioco e un po' per caso e che, in una prima battuta, gli ha causato un simpatico fuori programma "Quando ho scelto di cambiare il mio nome su Instagram non ho pensato a questo. Dal giorno alla notte ho avuto circa 70 follower in meno e per chi vuole farsi conoscere con la sua musica (qui il profilo) non è il sicuramente il modo migliore per iniziare (ride, ndr). Ho capito che c'era qualcosa che non andava e per fortuna sono corso ai ripari". 

Hai già pubblicato due brani: San Lorenzo e Muro di Berlino (possono essere ascoltati qui tramite Spotify o su YouTube tramite cliccando qui e su quest'altro link). Cosa ci aspetta per il futuro? "A breve usciranno altri due brani, che sono stati già prodotti. Credo per la fine di maggio e poi l'idea è di farne uscire un altro a luglio, nel giorno del mio compleanno. Poi ci sono altri quattro brani che pronti, ma solamente chitarra e voce che vorrei far uscire con un EP. Il mio stile è in continua evoluzione e ho scoperto che soltanto con la pratica continui a conoscerti e a scoprirti. Non basta cantare sotto la doccia (ride, ndr) per conoscere la tua voce ed il tuo stile e passo dopo passo ho scoperto delle qualità che non riconoscevo. Penso proprio che nei prossimi brani in uscita queste novità si sentiranno. Finora ho creato dei brani che hanno stili e generi diversi, ma ancora la mia firma definitiva non l'ho messa". 

Tornando sul nome, Caravelle, ci racconti come è nato? Ormai è abbastanza comune emergere senza il proprio nome e cognome... "Quando l'ho scelto l'ex capitano del Grifone Moscetta mi chiamò e mi disse 'Ma che sei l'incrocio tra Carl Brave e Gazzelle?' (ride, ndr). Mi è piaciuta come reazione e quindi l'ho tenuto. E' nato una sera tra amici e viene da una canzone che ho scritto durante il lockdown, in cui ad un certo punto fa 'come caravelle viaggiamo tra le stelle' . Quel brano non è uscito però si sarebbe intitolato, appunto, Caravelle, e quindi con i miei amici scherzando quella sera ho scelto di prenderlo come mio nome. Da lì ovviamente mi si è cucito addosso e lo hanno usato in qualsiasi occasione". 

Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato nel tuo percorso? "Ho una libreria musicale molto vasta. Non sopporto la trap ed è un genere che non seguirò mai, ma la mia musica è fatta di molte influenze. Senza dubbio ho ereditato da mio padre la passione per il cantautorato italiano con il quale sono cresciuto. Celentano, Battisti, Dalla ed anche Jovanotti. Sono questi gli ascolti che ho avuto con maggior frequenza. Adesso un artista che stimo molto e che si avvicina all'idea che ho di musica è Franco 126. Sicuramente non si nota nelle prime due uscite che hanno un'aria più malinconica, ma nei prossimi pezzi credo che sarà uno stile più vicino al suo. Non copio, ovviamente, ma delle idee sia musicale che di testo che mi impressionano molto. Il pezzo che ho in uscita per l'estate l'ho scritto in 10 ore, sarà molto diverso rispetto ai precedenti". 

Per un cantante emergente i talent possono essere un'opportunità, ci hai mai pensato? "Bella domanda. Ci ho pensato e ne ho parlato anche con gli amici. Non li ho mai seguiti particolarmente e per curiosità ho seguito qualcosa da X Factor. Senza nulla togliere a chi ha ideato questo programma credo che non parteciperò mai ad un evento del genere. Non fa per me. Ho visto che si punta molto sull'aspetto scenico del cantante e meno sulle sue qualità vocali ed il mio stile non è molto facile da portare in quell'ambito. Credo invece che potrei essere più affine ad una trasmissione come Amici, in primis perché è una vera e propria scuola ed io devo ancora imparare molto. Un conto è suonare dentro casa o in studio, un altro è esibirsi live con telecamere e pubblico. Sicuramente prima di presentarmi ad eventi del genere devo però fare ancora esperienza". 

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