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L’INTERVISTA

A tutto Gianmarco Scacchetti: "Il calcio e la mia vita"

Intervista all’attaccante del Rocca Priora RDP che parla a 360 gradi delle sue esperienze in questi anni toccando tematiche anche più serie

21 Ottobre 2021

Gianmarco Scacchetti in azione (Ph. Rocca Priora RDP)

Gianmarco Scacchetti in azione (Ph. Rocca Priora RDP)

A 33 anni ha militato in tantissime realtà laziali disputando, in diverse occasioni, stagioni da assoluto protagonista e diventando uno dei giocatori più ambiti dell’Eccellenza laziale: Gianmarco Scacchetti quest’anno ha deciso di scendere di categoria in Promozione con la maglia del Rocca Priora RDP e si racconta a cuore aperto.

Buongiorno Gianmarco, come procede la tua nuova avventura con il Rocca Priora RDP? Come ti stai trovando in questo nuovo club e quali sono gli obiettivi stagionali che avete?

"Il Rocca Priora RDP è una società ambiziosa, scendere di categoria non è stato semplice per me ma devo dire che mi trovo bene, sono vicino casa e la squadra è composta da ottimi calciatori. Si può fare bene. L'obiettivo della squadra e della società è di dare sempre il massimo partita dopo partita. Considerando che solo la prima va in Eccellenza, si deve lottare per stare più in alto possibile".

Com’è stata la ripresa del calcio giocato dopo 2 anni molto a rilento? Come avete vissuto voi calciatori questa lunga fase a singhiozzo? Credi che la ripartenza sarà definitiva ora? Come ti poni tu nella tematica del vaccino?

"La ripresa per me è stata una gioia immensa. Condividere lo spogliatoio, i miei compagni, respirare aria calcistica mi fa stare bene da sempre. Credo che sia una ripartenza definitiva. In Italia siamo messi meglio di altri Paesi europei, siamo responsabili come cittadini, rispettiamo le regole tranne qualche scellerata minoranza. Ovviamente sono pro-vaccino e pro-scienza, vaccinato con entrambe le dosi. Se ora respiriamo dopo un lungo periodo tosto e difficile è grazie alla scienza, ai professori e ai medici che ci hanno messo a disposizione un vaccino contro questo maledetto virus. Mi stupisce molto l'ignoranza delle persone che pensa di sapere di più rispetto a professionisti riguardo temi delicati come medicina e scienza. Ognuno dovrebbe parlare solo da competente in un determinato argomento, altrimenti bisogna tacere e non diffondere fake news che destabilizzano solamente".

Se dovessi scegliere tre partite e tre gol che non dimenticherai mai in carriera cosa ti viene in mente?

"Tante partite e tanti gol fortunatamente. La prima che mi viene in mente e' Lariano - Lupa Castelli, corazzata che vinse il campionato con giocatori illustri. Perdemmo 3-5, ma nel primo tempo feci una tripletta nel giro di 30' ed è sicuramente un bel ricordo. La seconda partita che scelgo e' Pro Cisterna - Itri, dove ho segnato il 150º goal in eccellenza, di rigore all'ultimo secondo della partita. Lo porto nel cuore così come porto nel cuore la gente di Cisterna. La terza partita che scelgo è Vis Artena-Colleferro di qualche anno fa, dove vincemmo al fotofinish 3-2 con mia doppietta nei minuti finali, fu un’emozione fortissima. Ci sono e ci sarebbero da menzionare tanti altri ricordi, e partite con gol. Ad Albano per esempio, anno che non dimenticherò mai, fui capocannoniere di campionato e coppa, con un double vincente indimenticabile".

In questa fase delicata sicuramente i giovani ci hanno rimesso moltissimo: cosa vuoi dire a tutti i ragazzi dell’agonistica e della scuola calcio che si stanno approcciando ora a questo mondo? Che consigli vuoi dar loro?

"Ai giovani di oggi, ai ragazzi che si affacciano nel mondo del calcio, agli Under che giocano in queste categorie vorrei dire loro di rimanere sempre e per sempre umili. Devono lasciar perdere i giornali, gli articoli, i social perché un ragazzo che vuol diventare calciatore deve rimanere sempre con i piedi ben piantati per terra. Devono credere in quello che fanno, giorno dopo giorno, migliorarsi sempre, allenamento dopo allenamento, e dimostrare partita dopo partita. In giro vedo pochi giovani con gli occhi giusti per diventare calciatori, pensano più a mettere una foto mentre giocano per avere i 'like'. Il calcio vive di presente ed è un continuo dimostrare. Altro aspetto fondamentale è che i genitori facciano divertire i loro ragazzi, senza stressarli troppo o caricarli di troppe responsabilità. Sento spesso frasi del tipo ‘speriamo che mio figlio sfondi’: a mio avviso sono di uno squallore inaudito. Io fortunatamente ho una testa sulle spalle dovuta agli insegnamenti della mia famiglia. Sono l'uomo che sono ora grazie a mio padre e mia madre. A loro devo tutto il mio modo di essere ora".

Quale è il sogno nel cassetto di Gianmarco Scacchetti calciatore e di Gianmarco Scacchetti uomo?

"Il sogno calcistico è sfumato dal giorno in cui ho deciso di scegliere il lavoro davanti al calcio. Sono un impiegato delle Poste da 10 anni, ma fin da bambino io avevo il sogno di diventare calciatore. Come calciatore nei dilettanti mi piacerebbe toccare quota 200 gol in Eccellenza prima di smettere. Come uomo sogno di avere una bella famiglia, mi sono sposato da poco e sono molto felice. Sogno la serenità dei miei cari, dei miei amici e, sempre parlando di calcio, sogno lo scudetto della Roma (ride, ndr)".

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