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Settebagni, identità e passione: il progetto fatto in casa dei biancorossi

La formazione allenata da Christian Argento ha solo una manciata di giocatori che non sono cresciuti all'Angelucci

14 Dicembre 2021

Settebagni

Settebagni: identità e passione per cercare la vittoria

Sarti, Burgnich, Facchetti, Zaglio, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Di Giacomo, Suarez, Corso. Questa è la formazione della grande Inter di Helenio Herrera, una di quelle che si cita a memoria (per chi ha qualche capello bianco in più). Una sorta di rito che il tempo ha ormai sepolto, tra turn over e mercato costantemente aperto (anche nei dilettanti). C'è chi, però, continua a puntare sulla tradizione e sui suoi figli, facendo calcio nel turbinio dei tempi contemporanei puntando su due concetti che dovrebbero (e purtroppo il condizionale è d'obbligo) essere alle basi del dilettantismo: identità e passione. E' il caso del Settebagni, che nelle ultime tre giornate con i suoi fedelissimi ha fatto 13 gol e centrato 9 punti, portandosi a ridosso di quell'intricatissima zona della classifica che porta all'Eccellenza. Un girone, il B, che converge verso il centro in termini di qualità e che può dare più o meno a tutti l'opportunità di essere protagonisti per un posto al sole. Potrebbe capitare anche alla squadra di Christian Argento, che non è nato a Settebagni, ma che con la grande amicizia che lo lega al ds Emanuele Salustri è diventato uno delle colonne del progetto biancorosso col passare degli anni. 

Una maglia cucita addosso

C'è chi gioca col Settebagni dai tempi della scuola calcio: Fia, Belli, Luca e Lorenzo Dominici, Mercurio,  Canducci, oppure chi ha iniziato nel settore giovanile come Albertini e Ragaglini. Tanti che hanno vestito la maglia biancorossa dall'Under 19 alla prima squadra come Yoon, Santoboni, Merciari, Carello, Gatti, Bonasorte, Rubeca, Lucantoni, Canducci, Merciari, Pascale e Carbone. Infine, i volti nuovi, quei giocatori che danno quel qualcosa in più al progetto, come Muscuso, che comunque è già da diverso tempo al Settebagni, Diaco, Mariotti e Trugli. Questo è il Settebagni, che in campo gioca con quel sentimento che ti fa dare quel qualcosa in più. Finora, c'è un settimo posto con 18 punti a -6 dalla vetta frutto di 5 vittorie 3 pareggi e 3 sconfitte. 27 i gol fatti e 17 quelli subiti con 9 marcatori in totale, capeggiati da Giulio Canducci che ha segnato per 4 volte. 

Il commento del ds "Progetto nato nel 2014"

Ad architettare da diverse stagioni il progetto Settebagni c'è Emanuele Salustri "Nelle ultime due partite ci siamo guardati e ci siamo resi conto che, guardando la formazione, gli undici in campo erano tutti cresciuti con noi. Guardando la sequenza dei marcatori questo è risultato ancora più evidente. Ci sono alcuni che sono partiti dalla scuola calcio ed altri che fanno parte di quel fantastico gruppo, costruito e cresciuto in maniera eccezionale da Simone Massimi, che centrò le finali nell'Under 19 Elite. Un progetto che è partito nel 2014 quando giocammo il campionato Terza Categoria - Under 21, ci eravamo messi in testa di arrivare in Promozione con tutto il settore giovanile. A guidarli in campo c'è poi un mio amico come Christian che è venuto da noi quattro anni fa. E' anche amico di De Angelis, uno storico allenatore di Settebagni che adesso fa parte del nostro staff. Per noi è l'allenatore perfetto per come vediamo il calcio. E' una bella storia, speriamo che possa essere anche vincente. Vediamo quello che succede perché in questo campionato se noi restiamo compatti possiamo affrontarlo nel migliore dei modi. Ora ci attende il momento della maturità. Una prima parte dell'esame l'abbiamo superata domenica vincendo a Monterotondo col Nomentum, perché dopo la vittoria di Fiano potevamo magari montarci la testa e sbagliare un match che solo all'apparenza poteva sembrare facile. Invece siamo stati perfetti. Le partite contro lo Zena ed il Poggio Mirteto ci diranno se siamo cresciuti e siamo una squadra matura o ancora dobbiamo fare quel gradino in più. Adesso, visto anche il livello del girone, abbiamo ampi margini di crescita e, fondamentalmente, dobbiamo avere più consapevolezza di noi stessi. Alcuni ragazzi devono capire che in questa categoria possono fare la differenza. Diversi lo stanno capendo adesso, completato questo passaggio potremo divertirci ancora di più". 

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