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l'intervista

Alessio Borgia: il Grifone, la Perconti ed un messaggio ai più giovani

Il centrocampista rossoblù si racconta tra presente, passato e futuro

18 Dicembre 2021

Alessio Borgia

Alessio Borgia, esterno del Grifone (Foto GazReg)

Il Grifone sta vivendo una stagione tra alti e bassi con la voglia, dopo il ko dell’ultimo match contro il Fonte Meravigliosa, di tornare al più presto al successo. Alessio Borgia, centrocampista classe 1994, dice la sua su questo primo scorcio di campionato "Sicuramente un difetto di questa squadra - esordisce - é che ci conosciamo poco rispetto magari ad altre realtà che da questo punto di vista sono più avanti, ma lavoriamo ogni giorno per conoscerci di più e per trovare più affiatamento possibile. Un pregio invece che mi piace sottolineare é che partita dopo partita abbiamo cercato di trovare alcuni dettagli negativi che ci trovavamo davanti la domenica e li abbiamo trasformati subito in qualcosa di positivo già dal martedì successivo. Domenica affrontiamo il Monte Mario che è una squadra penultima classifica però sappiamo benissimo, come già visto due settimane fa con la Vis Aurelia che ogni partita ha la sua storia, quindi noi stiamo lavorando bene cercando di fare quello che ci chiede il mister. Ovviamente noi siamo molto arrabbiati per domenica scorsa, perché la partita non meritavamo sicuramente di perderla e quindi ci vogliamo riscattare sin da subito. Già da martedì, i ragazzi nel primo allenamento hanno approcciato con la voglia di riscattarsi perché, come ripeto, domenica abbiamo perso 1-0 ma abbiamo avuto diverse occasioni e non le abbiamo sfruttate". Poi, il centrocampista rossoblù fa un passo indietro, ripercorrendo il suo passato.  "La mia esperienza più positiva, essendo stata anche la più lunga, è stata quella alla Vigor Perconti perché sono ho iniziato con i Giovanissimi Fascia B e sono andato via dopo quattro anni di prima squadra. Con il club blaugrana ho vinto lo scudetto Juniores nel 2012" Borgia chiude poi con un messaggio ai più giovani "Un consiglio che voglio dare ai bambini, ma anche ai ragazzi dell'agonistica è di non smettere di giocare a calcio per pensare ad altre cose perché adesso negli ultimi anni, magari con il fatto del Covid, alcuni non essendoci stati i campionati veri e propri hanno voluto smettere perché non volevano andare al campo, perché non avendo un obiettivo hanno virato su altre cose. Io posso dire e garantire che ci sono tante persone anche nella nostra squadra che dopo una giornata di lavoro e dopo aver faticato, lasciano a casa figli o mogli o magari un secondo lavoro per andare a giocare ed andare ad allenarsi. Il mio consiglio è di non perdere la passione. Spero che più ragazzi possibili continuino a sognare di giocare a calcio e di fare il calciatore in futuro perché io sono cresciuto così e ancora non mollo".

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