Cerca

L’INTERVISTA

Daniele Piro: "Voglio vincere a Nettuno, i miei top nel calcio"

Il forte esterno offensivo classe 1989 commenta la vittoria nel big match di domenica contro il Palocco e ripercorre le tappe della sua carriera

03 Marzo 2022

Daniele Piro in azione (Ph. GazReg)

Daniele Piro in azione (Ph. GazReg)

Tante esperienze nel Lazio con Ostiamare, Monterosi, Team Nuova Florida, Tivoli ed ora Nettuno: Daniele Piro continua a regalare gol ed assist al calcio regionale trascinando a suon di giocate le squadre in cui milita.

Buongiorno Daniele, domenica avete conquistato un big match molto importante contro il Palocco ed ora siete a pari punti in testa alla classifica: che gara è stata e cosa pensi del vostro percorso fin qui?

"Siamo davvero molto contenti di aver riagganciato il primo posto. Il nostro percorso fino ad ora è stato sicuramente un po’ particolare perché come ci dice il mister ogni domenica prima di scendere in campo ‘le nostre domeniche le decidiamo noi’ perché facciamo un ottimo lavoro durante la settimana grazie alle sue indicazioni però poi in campo scendiamo noi. Domenica dopo domenica se ci sono stati dei piccoli passi falsi è dipeso da noi e dalle nostre teste. Ad oggi ci siamo resi finalmente conto che se ci siamo con la testa non ce n’è davvero per nessuno e perciò abbiamo ottenuto tutto questo e siamo arrivati in testa alla classifica".

Tu sei stato determinante con una grande doppietta e sicuramente rappresenti uno dei punti di forza della squadra: credi che riuscirete a portare a termine il vostro obiettivo di promozione in Eccellenza? Cosa vi è mancato secondo te nel rallentare con qualche pareggio?

"Domenica ho fatto una doppietta e dico che il mister da inizio anno dice a me e Sbordone di giocare stretti vicino ad Erik Laghigna ed abbiamo provato tutta la settimana questo riuscendo a mettere in atto quello che ci chiedeva il mister. Credo fortemente nel nostro obiettivo di vincere il campionato ed andare in Eccellenza perché ce la stiamo giocando domenica dopo domenica con tutte le nostre forze. Quando le squadre sanno che rappresenti una corazzata, chiunque cerca sempre di fare bene al tuo cospetto ed ogni domenica è una battaglia. In qualche gara ci è mancata la testa ma oggi siamo convinti di potercela fare e vogliamo vincere il campionato a tutti i costi".

In carriera hai conosciuto tantissime persone: ci sono Presidenti, direttori, allenatori e giocatori che ti hanno colpito positivamente e che vuoi citare?

"Nella mia carriera ho conosciuto tantissime persone che mi hanno permesso di crescere sempre di più e le ringrazierò continuamente. Il Presidente che mi è rimasto più impresso e lo ripeterò fino alla morte perché è stato in primis una persona unica e davvero meravigliosa è l’ex Presidente dell’Ostiamare Luigi Lardone che saluto e abbraccio in modo caloroso perché persone del genere sicuramente se ne possono contare sulle dita di una mano. Come direttori è brutto dirlo ma sono tutti amici ma sono davvero pochi quelli che poi restano vicini anche nei momenti di difficoltà, quindi non mi sento di nominare nessuno. A livello di allenatori invece non ho dubbi e dico che quello che mi è rimasto più impresso è Roberto Chiappara, un tecnico che ti insegna a giocare a calcio, che ti trasmette tutto nella vita dentro e fuori dal campo e mi dispiace di non aver continuato la mia carriera con lui. Come giocatori potrei dirne davvero tanti ma quelli che ancora ad oggi voglio citare perché mi sono stati sempre vicini in ogni momento sono Adriano D’Astolfo ed Andrea Costantini, grazie a loro ho capito il valore di tantissime cose non solo nel mondo del calcio. Ne aggiungo un terzo e si chiama Mirko Troccoli perché in un anno un po’ buio per me mi ha accolto benissimo al Nuova Florida".

Quanto è importante costruirsi qualcosa che possa andare oltre il mondo del calcio e darvi, soprattutto in queste categorie, una certezza ed una solidità economica?

"In queste categorie dipende dall’età. Arrivati alla mia età, a 33 anni, è veramente fondamentale cominciarsi a costruire un futuro oltre al calcio, fortunatamente già dall’età dei 26 anni ho cominciato ad investire sul lavoro ed avviare un’attività che mi aiuterà anche dopo quando smetterò di giocare a calcio. Sono sceso di categoria per impegni lavorativi che rappresentano la vita reale. Il mio piccolo nel calcio l’ho fatto, avrei potuto fare sicuramente di più, ma ad oggi ho un unico obiettivo: vincere il campionato con il Nettuno".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE