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L’INTERVISTA

Flavio Bucri, il gol è un affare di famiglia: "Non smetto di crederci"

L’attaccante classe 2001, autore del gol scudetto con l’U17 della Roma, è ripartito dalla Pescatori Ostia ed è ad un passo dalla doppia cifra

31 Marzo 2022

Flavio Bucri in azione (Ph. Pescatori Ostia)

Flavio Bucri in azione (Ph. Pescatori Ostia)

Ha segnato fin qui 8 reti in campionato ed 1 in Coppa Italia con la maglia della Pescatori Ostia ed ha voglia di continuare così cercando di riprendersi ciò che poteva essere e non è stato: Flavio Bucri ha tutta la vita davanti a sé e con tutta la caparbietà, la tenacia e le qualità trasmesse da papà Sandro potrà ambire sicuramente ad un futuro sempre migliore.

Buongiorno Flavio, come giudichi fin qui la tua stagione con la maglia della Pescatori Ostia? Credi che fosse possibile fare qualcosa in più o avete fatto tutto quello che potevate? Quale è il vostro obiettivo per il termine della stagione?

"Buongiorno, fin qui mi darei un 6, credo che personalmente avrei potuto fare ancora meglio di quanto sto facendo, con la squadra avevamo altre aspettative ad inizio anno, purtroppo non va sempre come si programma ed abbiamo perso punti importanti che non dovevamo perdere. Ora il nostro obiettivo è quello di raggiungere la salvezza il prima possibile per poi giocare con la testa più libera e tranquilla".

Tu hai fatto tanti anni tra Roma prima e Torino poi: quali sono i tuoi rimpianti rispetto a quelle prospettive e cosa ti porti dietro di quegli anni? Quale è il tuo ricordo migliore di quelle stagioni? Che differenza riscontri tra nazionali e dilettanti?

"Di rimpianti ho quello di non aver sfruttato al meglio le occasioni che mi sono state date, ho fatto delle scelte che pensavo fossero giuste invece poi si sono rivelate sbagliate ma questo è il calcio, un giorno sei il più forte di tutti e quello dopo vai nel dimenticatoio, evidentemente doveva andare così ma io non smetto di crederci. Sicuramente di quelle stagioni i ricordi più belli in assoluto sono la vittoria dello scudetto Under 17 (con gol decisivo in finale scudetto contro l’Atalanta, ndr) e l’emozione grandissima del gol in prima squadra in un’amichevole a Benevento, quelle sono emozioni che mi porterò dentro per tutta la vita. La differenza sicuramente è il ritmo, ma se si pensa che il calcio dilettantistico è facile non è per niente così anzi…".

Hai un riferimento nel calcio professionistico a cui ti ispiri? Pensi che sia ancora possibile provare a fare qualcosa di importante in questo mondo o darai priorità al lavoro? Il percorso calcistico fatto da tuo padre è un modello per te?

"Il giocatore a cui mi sono sempre ispirato è Robert Lewandowski dai tempi del Borussia Dortmund, è un giocatore universale che ammiro molto. Un altro giocatore che amo è Mauro Icardi, secondo me dentro l’area di rigore non ha rivali, molto spesso mi guardo i suoi gol per vedere i movimenti che fa. Io si, penso ancora che si possa fare qualcosa col calcio, io non smetto di crederci fino a quando mi reggeranno le gambe per giocare, ci sono giocatori che sono usciti anche a 27-28 anni, quindi se è andata male a 19-20 continuerò ad andare avanti e vedremo cosa mi riserverà il futuro. Papà è ed è stato importantissimo nel mio percorso di crescita, spero che in futuro avrò modo di tornare a dargli qualche soddisfazione".

Se dovessi dare un consiglio ad un giovane di scuola calcio o giovanili che si sta approcciando ora al mondo del calcio cosa gli diresti? Quali sono le caratteristiche fondamentali per diventare un calciatore?

"Consiglierei di lavorare molto sulla tecnica e sul fisico, soprattutto di essere pazienti perché il momento giusto prima o poi arriverà. Ora come ora il calciatore è innanzitutto un atleta secondo me, devi avere tutto per fare la differenza, i piedi buoni non bastano più, ora ti mangiano…".

Quale è il sogno nel cassetto di Flavio Bucri?

"Il mio sogno ed anche mio obiettivo è arrivare più in alto possibile, poi quel che sarà sarà, ma io non smetto di provarci, ora penso solamente a segnare il più possibile per uscire presto dalla zona brutta della classifica insieme ai miei compagni".

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