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Sporting San Cesareo, l’ascesa della "Mina Vagante": D’Amico e Stefanini svelano il segreto del rilancio
Dalle difficoltà iniziali al colpaccio contro la capolista: il tecnico e il capitano raccontano la metamorfosi rossoblù e la scalata verso i playoff
Il vento è cambiato nel Girone B di Promozione, e soffia forte in direzione San Cesareo. Dopo aver iniziato l'anno nuovo con il botto, abbattendo la resistenza della capolista e confermandosi con una prova di maturità nell'ultimo turno, lo Sporting ha ufficialmente smesso i panni della sorpresa per vestire quelli della mina vagante del campionato.
La squadra sembra aver trovato l'alchimia perfetta tra solidità difensiva e cinismo sotto porta, risalendo posizioni in classifica e mettendo nel mirino la zona playoff. Ma qual è il segreto dietro questa metamorfosi? Per capire meglio il momento magico dei rossoblù e le prospettive di una stagione che si fa sempre più avvincente, abbiamo ascoltato i protagonisti del campo.
L'architetto del rilancio: parla Mister D'Amico
Dietro la scalata dello Sporting San Cesareo c’è la firma indelebile di Valerio D’Amico (nella foto in basso). Il tecnico ha saputo plasmare un gruppo coeso, capace di soffrire e colpire al momento giusto, trasformando il campo di casa in un fortino e la trasferta in terra di conquista. Con la lucidità che lo contraddistingue, il mister analizza il percorso compiuto finora, senza distogliere lo sguardo dai margini di miglioramento di un gruppo che non vuole porsi limiti.
"Quando sono arrivato, la squadra aveva soltanto quattro punti. È normale che con l’arrivo di un nuovo allenatore ci siano stati dei cambiamenti: i ragazzi hanno risposto in maniera eccellente, sotto tanti punti di vista. Il percorso è stato positivo, sia nei risultati sia per disponibilità, atteggiamento e crescita complessiva del gruppo.
Prima di queste due vittorie, venivamo da una striscia importante, poi sono arrivate tre sconfitte consecutive. Partite nelle quali, a mio avviso, qualcosa si poteva raccogliere di più. La gara col Villa Adriana rappresenta probabilmente il punto più basso: non so se sia stata più una stanchezza mentale che fisica, ma in quell’occasione abbiamo sbagliato tutto ciò che si poteva sbagliare, dall’atteggiamento alla compattezza. È stata senza dubbio la partita più difficile, ma anche quella che ci ha dato la consapevolezza dell’obiettivo: rientrare prepotentemente nella zona di alta classifica. Sappiamo di poter stare lì e giocarci le nostre chance con chiunque.
Le partite contro Città di Fiano e LUISS non vanno giudicate solo per il risultato finale, ma per come il risultato è maturato. A me piace analizzare anche altri aspetti. Sono state due gare praticamente perfette: nel primo tempo con la LUISS siamo stati quasi impeccabili e avremmo potuto chiudere all’intervallo con due gol di vantaggio. Nel secondo tempo è uscita fuori la loro qualità ed è stata una fase di sofferenza che, paradossalmente, mi è piaciuta quanto il primo tempo. Siamo rimasti compatti, determinati, pronti a lottare su ogni pallone. L’episodio del rigore (fallito dagli avversari, ndr) è stato decisivo, ma anche senza quello si respirava la sensazione che la partita non sarebbe cambiata. Ho visto spirito di gruppo, unità e il sostegno dei nostri tifosi.
Siamo noi i primi a determinare il nostro percorso: il nostro più grande avversario siamo noi stessi. Quando abbiamo avuto l’atteggiamento giusto, i risultati sono arrivati; quando invece abbiamo sbagliato atteggiamento, anche solo in parte, questo ha coinciso con le sconfitte. Dopo le tre battute d’arresto, la risposta della squadra è stata davvero importante.
A livello di gruppo, l’arrivo di giocatori con esperienza ha fatto la differenza. Parliamo di profili professionali dentro e fuori dal campo, in una delle squadre più giovani del campionato. Francesco Nardi rappresenta un valore aggiunto enorme. A dicembre sono arrivati anche Marco Spina, classe 2006 dalla Tor Sapienza, e Thomas Nazio, classe 2007: entrambi si sono inseriti subito bene nello spogliatoio, dimostrando personalità e qualità.
Il battito del gruppo: la parola al capitano Nicolò Stefanini
Se D’Amico è la mente, Nicolò Stefanini è il cuore pulsante dello Sporting San Cesareo. Leader silenzioso ma carismatico, il capitano incarna lo spirito di sacrificio di una squadra che ha imparato a non abbassare mai la guardia. Dalla gestione dello spogliatoio alla grinta messa in ogni contrasto, Nicolò ci racconta il momento d'oro del gruppo e la determinazione nel voler continuare a sognare in grande.