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Arriva la Serie A: vogliamo dire la nostra, zitti non sappiamo starci

Oggi inauguriamo una nuova sezione della nostra realtà editoriale: news, approfondimenti, indiscrezioni, interviste

21 Gennaio 2019

Arriva la Serie A: vogliamo dire la nostra, zitti non sappiamo starci

Sono stati giorni intensi. Quelli del Ten Years Challenge, intendo. Sapete di cosa parlo, non fate finta di niente. Passiamo talmente tanto tempo con la testa piegata sugli schermi dei nostri smartphone che ormai la vita reale non è più quella che ci fugge accanto mentre ci spostiamo in macchina o aspettiamo l’autobus in fermata. Ma quella che scorre sulle Timeline dei nostri Social preferiti. Quella che ci raccontano persone che, se siamo davvero fortunati, abbiamo conosciuto attraverso la chat. Eppure sappiamo tutto di loro. Questo, però, non è né il luogo né il momento giusto per fare delle critiche alla società moderna. Anzi. 


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Volevo raccontarvi, invece, che io, il mio Ten Years Challenge l’avevo già vissuto. Precisamente il 1 dicembre 2018, quando, dopo sette lunghi anni, ho deciso di accettare la proposta di Gazzetta Regionale

 


2009-2019: gli anni del Ten Years Challenge. Io nel 2009 avevo 26 anni e già lavoravo: svolgevo la professione di giornalista, con tanto di tesserino, da tre, coltivando un rapporto ondivago con il mondo del calcio dilettanti. Lo amavo e odiavo con la stessa intensità, cosa che nella mia vita sarebbe capitata con molte altre cose anche nei lustri a venire. Avanti veloce: è il 2019. Immaginatemi varcare la soglia di Gazzetta Regionale ed emozionarmi ritrovando amici e colleghi con i quali avevo condiviso ore e ore di redazione. Diego, Nicola, Manuel, Andrea e Andrea, Simone. Li ho lasciati ragazzi, ragazzini in alcuni casi, e li ho ritrovati uomini. Maturi, carichi di responsabilità e comunque sorridenti. Loro inseguono il loro sogno ecco perché raccontano così bene, quello di migliaia di ragazzi che corrono sui campi di periferia. Come me, quando sette anni fa lasciai il certo per l’incerto proprio per andare incontro alle mie aspirazioni. 

 

A distanza di tempo posso dire che fu la scelta giusta. Forse l’unica centrata in vita mia. Ma anche questa è un’altra storia. 

 

Non è stato semplice dire sì: non per le mansioni, non per le ore di lavoro, non per i soldi (che poi facciamo tutti gli splendidi ma contano parecchio). Era proprio l’ambiente calcio, specie romano, ad avermi nauseato. La fiducia e l’entusiasmo dei fratelli Cavaliere, di Tommaso Rossini e di tanti altri ragazzi che sto conoscendo in queste settimane, mi hanno contagiato. Tanto che non mi sono più chiesto: “Cosa possono fare loro per me?” ma “Cosa posso fare io per loro?”. Tutto. Restituire un po’ delle cose che ho imparato in questi sette anni. E quante cose che ho fatto: trasmissioni in Tv e Radio, radio e telecronache, voce ufficiale della Roma, speaker all'Olimpico per l'Under 21, direttore di una rivista enogastronomica e addirittura inviato per una tv giapponese!

 

Gabbo vogliamo fare la Serie A”  clicca qui questo mi hanno detto in una riunione fumosa di un lunedì pomeriggio. “Siamo sicuri?” ho chiesto senza ricevere risposta. La cosa, in effetti, era già decisa: la frase mi era stata posta senza forma interrogativa. Mi sorpresi a sorridere: stava tornando l’amore per questo sport...

 

E quindi, dopo circa un mese, eccoci qua. Oggi 21 gennaio 2019, Gazzetta Regionale è pronta per tagliare l’ennesimo traguardo: variamo una nuova sezione della nostra (che bello poterlo dire!) realtà editoriale. Ogni giorno, senza soluzione di continuità, seguiremo le vicende delle squadre professionistiche laziali Roma, Lazio e Frosinone. Ma non solo: terremo comunque un occhio puntato sui principali eventi italiani ed europei. Ché il calcio è bello tutto, anche se Noi siamo regionali. Novità, interviste, indiscrezioni, anticipazioni. Commenti. Tanti. Non aspettatevi un sito all news, quindi. Non ci interessa e non sarebbe nemmeno intelligente da un punto di vista editoriale. Vogliamo dire la nostra, però. Perché zitti non sappiamo proprio starci.

 

Ci leggiamo in giro, allora. E sempre forza Gazzetta Regionale. Evviva il calcio!

 

 

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