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Vedove di Nainggolan, dove siete? Perché Zaniolo...

L'esplosione del talentino romanista rivaluta le operazioni di mercato di Monchi: in estate c'era chi scherzava sul suo arrivo e rimpiangeva il Ninja. Ora la musica è cambiata

21 Gennaio 2019

Nicolò Zaniolo

Nicolò Zaniolo

Nicolò Zaniolo

Chissà se a Milano piove così tanto come sta accadendo nelle ultime ore a Roma. Chissà se anche ai Navigli o in Galleria Vittorio Emanuele, le persone amano vestirsi di nero, passeggiare listate a lutto. Chissà se nei bar di periferia lombardi, si possono captare i classici discorsi nostalgici da pensionati del tipo: “Eh, quando c’era lui…”. Scevri da ogni tipo di considerazione politica, ben inteso. Perché ora nella Capitale ci si abbraccia, si sorride e si intravede il sole anche dietro una coltre spessissima di nuvole. Ma in estate, quando il caldo la faceva da padrone e la pioggia non si palesava nemmeno in televisione, l’atmosfera era ben altra. Il cambiamento di umore è merito delle vittorie della Roma. Merito dell’esplosione di Nicolò Zaniolo che ha completamente cancellato il fantasma di Radja Nainggolan. Compromettendo, di contro, l’umore di Appiano Gentile. In una sola frase: “Vedove del Ninja, adesso dove siete?”

 

Qualcuno chieda scusa a Monchi Davvero. E anche velocemente. E’ assurda la facilità e l’approssimazione soprattutto, con la quale questa città dà giudizi. Così come è incredibile la violenza con la quale, Roma sia capace di fagocitare qualsiasi cosa. Giocatori, allenatori, preparatori atletici. Direttori sportivi. Poco importa se il soggetto in questione, cioè Ramon Verdejo Monchi, col Siviglia abbia vinto molto. “In Spagna” rispondevano alcuni tifosi alle tue rimostranze. Già. Che è risaputo sia un campionato molto più semplice di quello italiano. “Ma sempre alle spalle di Real Madrid e Barcellona” argomentavano. Chiaro: come se dalle parti della Capitale si sia abituati a primeggiare in ogni competizione. E poi la frase top: “Ma ti pare che in cambio del Ninja, abbiamo preso quell’ex giocatore di Santon e un ragazzino”. All’anagrafe Nicolò Zaniolo. Ripeto la domanda, magari non era chiara: “Vedove di Nainggolan, adesso dove siete?”

 

Di Francesco-Spalletti Il confronto parte da qui. Vado a spiegarmi, prendendo come eseRadja Nainggolanmpio due partite: tanto sentite quanto importanti. 

Juventus-Roma, dicembre 2016 e Real Madrid-Roma, settembre 2018. Nel primo Spalletti fece giocare titolare Gerson pur avendo in panchina gente del calibro di El Shaarawy e Perotti. Il secondo incontro, invece, è quello dell’esordio tra i prof di Zaniolo: nel primo match di Champions League. Al Bernabeu, uno dei tempi del calcio. La differenza? Il brasiliano non era che manifestazione di uno dei più grossi problemi di Spalletti: il fenomenismo. Nell’altra occasione, invece, Di Francesco decise di lanciare nella contesa non un giovane ma un giocatore utile alla causa. Capito? Il singolo contro il collettivo. 

Il confronto Di Francesco-Spalletti, poi, regge anche per un altro motivo e forse più importante. Al tecnico ex Sassuolo sono bastati pochi allenamenti estivi per capire le qualità di Zaniolo e convincere Monchi a non cederlo in prestito. Spalletti lo ha avuto in Primavera per un anno ma non gli ha dato mai chance. Non ne aveva capito le qualità? E’ vero che l’Inter, la scorsa stagione, aveva solo il campionato a cui dedicarsi e quindi minor spazio per le seconde e terze linee. Ma è anche vero che storicamente, il tecnico di Certaldo, non ha mai avuto grosso feeling con i giovani…

 

Numeri Voti e statistiche alla mano, le stagioni di Nainggolan e Zaniolo non sono così diverse. Con la differenza che il belga va per i 31 anni, mentre il talentino romanista ne ha appena 19. Undici le partite giocate da Zaniolo, le prime in Serie A, delle quali 8 da titolare, con tanto di 2 gol segnati. Uno più bello dell’altro. Dodici i match disputati dal Ninja: con due gol fatti e una media voto pari a 6.17. Poco più bassa rispetto a quella di Zaniolo che per ora vanta un 6.27. Numeri senza senso? Può darsi. Dovremmo, infatti, concentrarci sull’impatto che hanno avuto i giocatori sull’ambiente. Zaniolo ha portato freschezza, spensieratezza e grande intensità nel collettivo romanista. Nainggolan un bagaglio di qualità e personalità ma anche tutti i problemi che storicamente sono da sempre al fianco del suo numero di maglia: polemiche, paparazzi e audio Whatsapp. Ai quali si sono dovuti aggiungere anche diversi problemi muscolari, questa sì una novità. Insomma la domanda torna ad essere d’attualità: “Vedove di Nainggolan, dove siete? Chiedete scusa a Monchi. E smettetela di parlare di calcio”

 

 

 

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