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Coppa Italia

Lazio, c'è di nuovo il Milan! Inter domata a San Siro

Per la squadra di Inzaghi sarà remake con Gattuso. Decidono i rigori, ma i biancocelesti dominano per lunghi tratti

31 Gennaio 2019

L'esultanza di immobile dopo il gol

L'esultanza di immobile dopo il gol

Finalmente una big va al tappeto. Ai rigori ed in Coppa Italia, ma per la Lazio e i suoi tifosi va benissimo così. Come contro la Juventus domenica, la formazione di Simone Inzaghi offre il suo miglior volto, contro una squadra scesa in campo per allontanare le difficoltà e che va negli spogliatoi a testa bassa e con un'eliminazione sulle spalle. Non proprio la serata che Luciano Spalletti sognava. Per lui ancora un'eliminazione per mano della Lazio, così come per Nainggolan, che profetizzò due vittorie nel doppio confronto in semifinale di due stagioni fa ed ha fallito il calcio di rigore decisivo prima del gol vittoria di Lucas Leiva. La vittoria della Lazio è netta, al di là del fatto che si sia arrivati ai tiri dal dischetto, perché il fallo di Milinkovic che porta al pari di Icardi su rigore arriva nei due minuti addizionali decretati per la chiamata VAR sul fallo di Asamoah proprio sul gigante serbo, praticamente una beffa. Un successo che entra nella storia della Lazio, non per importanza, ma per forma. Da uno scudetto vinto in tre tempi, arrivando fino alla Champions League conquistata a Napoli con un match da annali del calcio, non ha mai avuto vita facile anche nel momento del trionfo il sodalizio capitolino.
L'esultanza di immobile dopo il gol
Meglio la Lazio: prima, dopo e durante Con i tre tenori in campo contemporaneamente (Milinkovic-Luis Alberto-Correa) i biancocelesti sanno far male creando gioco. Questa è una nota a margine sulla quale Inzaghi deve continuare a lavorare. La qualità del palleggio laziale tiene prima nella sua trequarti l'Inter, poi manda Immobile in porta, con Handanovic che compie il primo intervento della serata. Equilibrio spezzato qua e là da ripartenze fulminee che la Lazio non riesce a sfruttare, spesso per imprecisione. Scorre lento il primo tempo, con Strakosha spettatore non pagante ed una statistica: capitolini pericolosi solo da sinistra. Negli spogliatoi Marusic deve aver visto la foto del nuovo arrivato, Romulo, uno che va di corsa e vorrà provare ad imporsi. Fatto sta che nella ripresa si sveglia anche il montenegrino e la Lazio diventa ancor più completa avendo spunti su entrambe le fasce. Dall'altra parte un inconsistente Gagliardini lascia spazio a Vecino. Spalletti si affida alla cabala, non è serata. Luis Alberto, Milinkovic ed Immobile mettono ancora paura ai nerazzurri, fino al 60' e poco più è una Lazio in palla. L'Inter si rende pericolosa per la prima volta con Joao Mario dalla distanza, poi Candreva spara alto un tap-in in offside. La Lazio c'è, è bella e viva. Inzaghi azzecca anche i cambi (quello di Wallace è però forzato da un giallo e da un infortunio per il brasiliano). Caicedo più che Panteron ha l'occhio della tigre e a 2' dalla fine sfiora il vantaggio, così come Immobile, che vede Handanovic deviargli in corner un destro da fuori. Ecco gli spettri, ecco che il rigore di Ronaldo si aggira sulla testa dei laziali e sembra prendere forma al 94' quando Lautaro Martinez la ciabatta alta a pochi passi dalla porta. Un segnale? Forse. Sicuramente sarebbe stato troppo per il cuore di una Lazio che colpisce finalmente nel secondo supplementare grazie al passo a due Caicedo-Immobile. Poi barcolla, resta in piedi, ma cade quando Abisso si fa consigliare dal VAR per il rigore che porta all'1-1. Lo spettro ha ormai una forma, quella del dischetto. Dall'87' dell'Olimpico a cinque tiri di San Siro. Ma la crudeltà del calcio si quieta durante le ultime emozioni. Sbaglia Lautaro, e poi Durmisi. Nainggolan sceglie di farsi ricordare con un sorriso, di nuovo, da tutto il popolo biancoceleste e poi ci pensa Leiva a mettere tutto come deve essere: Lazio in semifinale, Inter fuori. 
Strakosha para il rigore a Nainggolan
Terza di fila La Lazio continua ad avere ottimo feeling con questo torneo. Per il terzo anno consecutivo raggiunge il penultimo atto. Ci sarà di nuovo il Milan, che vinse ai rigori un anno fa. Un segno? I laziali ci sperano, perché se rivincita in Coppa Italia ci doveva essere era questo ciò che volevano. Sembra aver cambiato passo la squdra di Inzaghi, apparsa bella come non mai nelle ultime due uscite. A Frosinone sono attese altre conferme. 

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