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l'intervista

ZanioloMania, Montali: "Grande operazione di Monchi"

Il responsabile del settore giovanile della Virtus Entella analizza il passato e il presente del talento giallorosso

19 Febbraio 2019

Manuel Montali ©Virtus Entella

Manuel Montali ©Virtus Entella

Abbiamo raccolto la testimonianza di Manuel Montali, responsabile del settore giovanile che ha portato Zaniolo nella società di Chiavari. Curioso, a tal proposito, il retroscena che ha permesso al classe '99 di arrivare ad indossare la maglia della Virtus Entella. Grazie al racconto di Montali abbiamo la possibilità di conoscere le dinamiche di mercato da un altro punto di vista e, anche in questo caso, tratti importanti del carattere di Nicolò.


Manuel Montali ©Virtus Entella


Come siete riusciti a strappare un talento come Nicolò Zaniolo al settore giovanile di una società di livello come la Fiorentina?

“Per quanto riguarda la trattativa si potrebbe pensare a chissà quale operazione di mercato abbiamo svolto per far indossare a Nicolò la casacca della Virtus Entella, in realtà le cose andarono molto più tranquillamente. Fu infatti proprio il suo agente a proporcelo, peraltro ci trovavamo in una condizione tecnica soddisfacente e credevamo che non ci servissero ulteriori giocatori. Il nostro unico merito è stato quello di essere rapidi e chiudere l’affare in breve termine. Tengo a specificare che abbiamo ultimato la trattativa senza nessun esborso economico. Nicolò aveva attirato la mia attenzione in una partita che avevo visto qualche mese prima del trasferimento a Chiavari, ero rimasto colpito dalle sue doti, soprattutto da quelle atletiche. Abbiamo deciso di portare, comunque, Zaniolo nella nostra società perché avevamo intravisto in lui qualità importanti. Quello che mi colpì fu il grande margine di crescita che mostrava: ha compiuto questo processo di maturazione quasi bruciando le tappe”.


Nella trattativa che lo ha portato alla Roma, l’Inter ha demeriti? Si poteva prevedere che esplodesse in questo modo?

“Prima di tutto bisogna dare atto della grande operazione di mercato compiuta da Monchi, evidentemente Nainggolan era arrivato al capolinea della sua esperienza giallorossa, si voleva rilanciare Davide Santon e hanno deciso di puntare su Nicolò, è stata senza alcun dubbio una trattativa lungimirante. Più che altro credo sia stato interessante lo sviluppo della vicenda: Di Francesco che ha avuto il coraggio di lanciarlo tra i grandi e Nicolò stesso che si è fatto trovare pronto. Il motivo per cui l’Inter non abbia creduto in lui è probabilmente da ricondurre alla voglia di portare a tutti i costi Nainggolan a Milano. Sono errori di valutazione che possono esserci in questo mondo. Spero solamente che questo serva da incoraggiamento per credere maggiormente nei giovani, sia da parte dei direttori sportivi quando allestiscono le rose, sia da parte degli allenatori quando sono chiamati a fare determinate scelte tecniche. In questo senso Roberto Mancini ha avuto un ruolo fondamentale avendolo convocato in Nazionale ancor prima che Zaniolo debuttasse in Serie A. Concludo augurando al calcio italiano di aver capito che anche noi abbiamo giovani interessanti, bisogna avere però il coraggio di lanciarli nella mischia anche rischiando qualcosa”.

Quando lo ha visto l’ultima volta che sensazione le ha dato?

“è stato dopo gli Europei, ci è passato a salutare in sede ed abbiamo avuto modo di scambiare un paio di battute. Si era da poco concluso il trasferimento alla Roma, si trattava dei giorni poco prima dell’inizio del ritiro giallorosso e ho visto uno Zaniolo molto convinto, come sempre. Ai nastri di partenza aveva una concorrenza di notevole livello, calciatori del calibro di Cristante, Pastore, Pellegrini ma nonostante questo è riuscito a ritagliarsi il suo spazio. Ricordiamo che comunque lui arrivava dalla Primavera dell’Inter ed è riuscito ad imporsi nella prima squadra della Roma, ha dimostrato di sostenere il cambio di categoria con grande consapevolezza nei propri mezzi. Già alla terza partita con la Roma ha iniziato ad essere piuttosto all’altezza della situazione e adesso si sta caricando la squadra sulle spalle come un vero leader”.

Avendo avuto rapporti diretti con Nicolò cosa ci dice a proposito del suo carattere?

“Si tratta di un calciatore determinato e ambizioso ma allo stesso tempo capace di legare molto con gli altri compagni. Nonostante fuori sia un ragazzo abbastanza introverso, nello spogliatoio era sempre molto partecipe e al centro dell’attenzione, questo però non in senso negativo, tutt’altro. Nella sua esperienza all’Entella è sempre stato molto preciso e non ricordo comportamenti al di sopra delle righe. Convinzione e forza di volontà ne fanno un ragazzo consapevole delle sue doti e che sta riuscendo a sfruttarle nel migliore dei modi”.

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