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Coppa Italia

Bene, ma non benissimo. Una Lazio bella a metà

I biancocelesti non concedono nulla al Milan, ma chiudono senza gol. Tra due mesi il verdetto a San Siro

26 Febbraio 2019

Immobile,a secco (FOTO Gambino)

Immobile,a secco (FOTO Gambino)

Immobile,a secco (FOTO Gambino)

Il migliore dei brutti risultati accompagnerà la Lazio a San Siro, che sulla sponda rossonera è un campo inviolabile da 30 anni tondi tondi in campionato, meno in Coppa Italia. La Lazio passò infatti il turno con Pioli in panchina e Biglia, oggi al rientro e fischiato da uno stadio intero, a trascinare i biancocelesti. Erano i quarti di finale del 2015, poi i biancocelesti persero all'ultimo atto contro la Juventus. Da prendere come buon auspicio. In casa del Diavolo la Lazio potrà di fatto giocare per due risultati su tre, visto che con qualsiasi pareggio passerebbe il turno. Il che fa ancor più rabbia se si pensa  quanto non sia riuscita la formazione di Inzaghi a far male ad un Milan rinunciatario (anche troppo). E' sembrato di vedere in buona percentuale la sfida di campionato poi risolta da Correa (oggi troppo a fasi alterne) con un eurogol in pieno recupero. Lazio che pressa, spinge, non concede nemmeno un tiro verso i pali di Strakosha (letteralmente) e che sul piano fisico sembra avere anche una marcia in più. Una Lazio che però continua a non segnare (1 centronelle ultime 3 tra campionato Europa League e Coppa Italia) ma che fortunanatamente non prende gol. E' una squadra bella a metà quella di Inzaghi, alla quale manca spesso la misura, o il secondo, per l'ultimo passaggio. E' uno 0-0 che racchiude tutta l'essenza della stagione biancoceleste: bella, buona, brutta, cattiva. E' una squadra ancora indecifrabile, nonostante siamo arrivati a fine febbraio.

La gara Dal 24', momento in cui un ritrovato Patric prova a metterla alle spalle di Donnaruma dalla media distanza, in campo c'è una squadra sola che non permette al Milna di ragionare e soprattuto non sbaglia nell'uscita dalla sua area di rigore. E' una Lazio viva, che sbaglia troppo, davanti, ma non concede nulla dietro. Immobile, la cui astinenza da gol si fa sentire sia per la squadra che per se stesso (è nervoso, oltre che in debito fisico e si vede, se non segna il problema è doppio) sbaglia un gol che un anno fa avrebbe realizzato bendato, poi ci prova anche Milinkovic. Niente, non entra. Nel secondo tempo se possibile la pressione della Lazio è ancora più alta e qualitativamente migliore, con il Milan che smette di giocare e prova buttarla il più lontano possibile dalla porta di Donnarumma. Qualche tentativo dalla distanza, debole o impreciso, un paio di calci d'angolo. La Lazio non sfonda, il Milan tiene e si porta via lo 0-0 buono per il fattore campo da sfruttare ad aprile. Per i biancocelesti è ora di pensare al derby, altro crocevia stagionale da non perdere, per la testa e per la classifica. L'impressione è che quanto fatto vedere stasera possa anche bastare per tenere a bada i cugini, ma per vincerlo, serve fare gol. 

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