Cerca
l'intervista
11 Dicembre 2014
Valerio Frasca, in maglia giallorossa
In adolescenza finivi in porta se non avevi i piedi buoni,
se eri il più piccolo o semplicemente se eri l’ultimo arrivato. In oratorio, al
campetto sulla strada, in cortile, poco importa. Ti mettevi lì,
tra dei pali spesso improvvisati da zainetti, e le facevi passare praticamente
tutte. Facevi del tuo meglio, è vero, ma passano comunque tutte. Il motivo?
Probabilmente era solo paura. Anche perché, parliamoci chiaramente, nessuno
voleva prendersi una pallonata in faccia. “Ragazzi tirate piano, non sono un
portiere”, le ultime parole famose. Invece per alcuni no. Per alcuni prendersi
una pallonata in faccia è salvare un gol. Per alcuni prendere in mano i
guantoni e difendere la porta è una ragione di vita. Lo sa bene Valerio Frasca, uno dei portieri più promettenti
della nostra regione. In questa stagione sta facendo parlare di sé per
le splendidi prestazioni nel Sora, ma è un giocatore conosciuto a livello
nazionale. Con la Roma Primavera ha fatto faville, sembrava ad un passo dal
sogno chiamato Palermo e poi è bastata una scelta sbagliata per mandare all’aria
tutto. Da una possibile Serie A, alla Lega Pro, fino alla Serie D. L’inizio della
fine? Neanche per idea. Valerio Frasca ha ricominciato da capo, sta risalendo
la china con il suo Sora e sta dimostrando a tutti quello che sa fare. Perché, è
vero, noi all’oratorio le facevamo passare tutte per la paura. Lui invece no. Lui è nato
per volare.
Allora Valerio, partiamo con i complimenti: prima parte di
stagione da favola. Il Sora è la vera rivelazione di questo campionato, quinto
posto in classifica. Insomma, dove volete arrivare?
Ti dico la verità: non ce l’aspettavamo neanche noi. Siamo
una buona squadra, il gruppo è unito, ma non è il momento per voli pindarici.
Preferiamo ragioniare partita dopo partita. La voglia però è quella di
continuare a far bene insieme ai nostri tifosi.
Partita dopo partita, appunto, state convincendo tutti:
avete una delle migliori difese del campionato e il merito è anche il tuo.
Sì, la nostra fase difensiva è migliorata molto. L’inizio di
stagione non è stato molto positivo, stavamo cercando la giusta quadratura e
finalmente l’abbiamo trovata. Io faccio sempre del mio meglio però ripeto, il
merito è di tutta la squadra.
Tra l’altro ormai sei il para-rigori del girone G! Hai
neutralizzato tre penalty e viaggi sui stessi numeri di Handanovic dell’Inter...
dai, dicci il tuo segreto.
(ride ndr) Nessun segreto. Il fattore fortuna in questi casi
conta, scegli un angolo e a volte ti dice bene…
Ok, non vuoi dircelo.
Diciamo che ho un mio metodo (ride ndr) ma preferisco non
dirlo.
Parliamo un po’ più in generale del tuo ruolo: nonostante il
calcio sia un gioco di squadra, il portiere per certi versi è solo. Sei d’accordo?
Assolutamente sì. Il portiere fa storia a sé in questo gioco.
E’ un ruolo a parte. Non può mai uscire dagli schemi, deve tenere altissima la
concentrazione, si allena da solo. Insomma, fare il portiere non è facile.
Conta molto la testa.
Nel tuo passato c’è tanta Roma: cosa rappresenta per te la
società giallorossa?
Tutto. Sono cresciuto a Trigoria e ho trascorso dieci anni
indimenticabili. Ho avuto la possibilità di diventare un giocatore vero, ma ho
giocato male le mie carte. Speriamo di ripartire da qui e risalire la china.
Sfuma il passaggio al Palermo e dalla Roma passi all’Arezzo,
poi alla Villacidrese, fino ad arrivare alla Pro Patria. Hai un curriculum
importante, ma se tornassi indietro cosa cambieresti?
L’errore più grande è stato quello di abbandonare la Roma
Primavera, dove stavo facendo grandi cose, e approdare all’Arezzo. Se fossi
restato magari le cose sarebbero andate in maniera diversa, però è stato un
errore mio, magari era destino: le cose facili non mi sono mai piaciute.
Adesso stai dimostrando sul campo di essere uno dei migliori
portieri di categoria. Cosa ti auguri nel tuo futuro?
La speranza è quella di far bene qui a Sora, continuare così
e dimostrare di nuovo tutto il mio valore. Poi io aspiro sempre al massimo, vedremo il futuro cosa mi riserverà.
EDICOLA DIGITALE
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni