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L’INTERVISTA

Marco Paolacci: "Ai bambini dico di non mollare"

L’esperto difensore della Vis Artena si confessa affrontando diverse tematiche delicate

09 Dicembre 2020

Marco Paolacci

Marco Paolacci in azione (©️Vis Artena)

Difensore di spessore che gioca da sempre nel nostro calcio laziale, Marco Paolacci da due stagioni veste la maglia della Vis Artena e parte rivelando il suo pensiero in merito alle scelte che sta attuando la Lega Nazionale Dilettanti in questi mesi: “La mia posizione in merito alle scelte che sta attuando la Lega Nazionale Dilettanti con le gare rinviate mi vede favorevole al fatto che ci sia stato un piccolo stop per far sì che vengano recuperate tutte le partite. Ho appreso la notizia che il campionato ripartirà il 13, speriamo che domenica si riescano a recuperare quasi tutte le partite. Penso sia stata una decisione giusta perché così si permette di mettersi in pari con tutte le partite giocate e il campionato può essere il più regolare possibile”. Ad oggi i protocolli della D sono ben diversi da quelli del Professionismo: “I protocolli della D è vero, sono ben diversi da quelli dei professionisti ma è normale che sia così. Nei professionisti ci sono altre entrate per tutti, per le società e per i giocatori, noi siamo sempre considerati dei dilettanti.

L'adeguamento del protocollo è una soluzione che bisogna attuare per forza se si vuole finire la stagione e portarla a termine. Non so in che modo il peso dei tamponi fatti settimanalmente debbano gravare perché è una cosa difficile. Io spero che il Governo venga incontro alla Lega e a queste società per far sì che si abbassino i costi per effettuare questi tamponi, però ritengo che il protocollo sia l'unica via per cercare di portare a termine la stagione”. Una situazione davvero complessa che non vede nulla di certo all’orizzonte: “Il mio pensiero è che spero che la stagione si concluda tutta dall'inizio alla fine. Da calciatore vivere questa situazione è strano perché è la prima volta che viviamo questo momento, da quando gioco. Non era mai successo, tolto il finale della scorsa stagione, una situazione così. È una situazione che speriamo si risolva il più presto possibile per il mondo intero, per l'economia e per noi che viviamo di questo sport”. La speranza di tutti è quella di riuscire a riprendere a regime tutte le attività in tempi brevi: “Speriamo di uscirne tutti bene, il mondo del calcio, l'economia, viviamo in una fase difficile. Io ho anche un'attività e la vivo in prima persona. È dura, bisogna tenere in piedi la baracca, stiamo facendo tanti sacrifici come lo fanno tante società. Speriamo di uscirne rafforzati e che tutte le cose vadano bene, in primis la salute di tutti quanti. Speriamo di superare questo momento difficile”. Si conclude con un appello ai più giovani: “Sì, io volevo lanciare un appello a tutti i ragazzi delle giovanili delle scuole calcio che stanno soffrendo più di tutti. I bambini stanno soffrendo tantissimo. Lo vedo con mio figlio perché fanno davvero fatica: non fanno più le partitelle, fanno solo sport e allenamenti a livello individuale. Stanno soffrendo perché la partitella è la cosa più bella che hanno in questo momento. Stanno soffrendo, sono i più penalizzati, però dico loro di non mollare di continuare a coltivare il loro sogno perché correre dietro una palla, per me che l'ho passato, è la cosa più bella che possa esistere. Ogni volta che rotola un pallone c'è sempre uno spruzzo di gioia, bisogna tenere duro. Chiudo con una frase che mi è sempre piaciuta ‘dopo la tempesta esce sempre il sole’. Speriamo che esca al più presto”.

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