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l'intervista

Capodaglio: "La scelta dei tamponi una tutela per noi giocatori"

Il regista del Monterosi spiega: "Dopo un periodo iniziale di improvvisazione, si è trovata una strada giusta e finalmente chiara. L'essenza del calcio è nella settimana non sui social"

24 Dicembre 2020

Capodaglio

Paolo Capodaglio (Foto ©Cenci)

Continua il nostro viaggio all’interno della Serie D con la voce ai protagonisti della categoria: è il turno di Paolo Capodaglio, regista del Monterosi, che si espone sulle varie tematiche calde del momento. Si parte dalla situazione attuale: "Sicuramente il periodo dei recuperi è servito - spiega Capodaglio - credo che l’introduzione dei tamponi risolva molti dei problemi che si erano creati fino ad ora. Le scelte finora mi sembrano giuste e finalmente chiare. La scelta dei tamponi settimanali è una tutela specialmente per noi calciatori dopo onestamente un iniziale periodo di improvvisazione. Si troverà sicuramente una soluzione tra Società e Lega ma credo che la Lega, in questo momento, debba dare un segnale importante e di forza, deve essere da traino". Un momento difficile da vivere in mezzo al campo: "Da calciatore non è facile lavorare in precarie condizioni, la pandemia crea sicuramente situazioni più difficili da gestire e per questo intendo equilibri di spogliatoio ma anche metodologia di allenamento. Sul calcio mi riallaccio alle parole di Rui Costa dove si lamentava di un calcio esagerato. Ecco magari ripartire da lì, senza eccessi e dimostrare che l’essenza del calcio è nella settimana all’interno del campo e non sui social. Vedo il calcio, anche in questo momento qui, proprio come una manifestazione dell'economia. Quindi adesso magari si vede uno stadio vuoto, si vedono parecchie società in difficoltà, un ritardo nel pagamento degli stipendi, delle condizioni di indebitamento importante. Credo che il calcio in questo momento qui, ma anche quando le cose non erano così difficili e non ci trovavamo sotto una pandemia, sia proprio lo specchio dell'intera economia. Riprenderà tutto quanto, riprenderà perché il virus passerà sicuramente, il momento di difficoltà ci toccherà in prima persona ed è proprio per quello che prima mi riferivo alle parole di Rui Costa. Questo momento credo che poi abbia portato alle persone di qualunque ceto sociale a non credere più nella sfacciata superficialità di quello che uno può accumulare o avere ma a quello che conta davvero per andare avanti, magari avere più valori e meno cose". Un pensiero sui ragazzi più giovani: "Ai ragazzi dei settori giovanili dico di essere forti, oltre che nel campo, che comunque è la cosa più importante, anche in questo momento più difficile. Consiglio loro di ritagliarsi tanti momenti magari per sviluppare un altro aspetto che credo sia importante come la tecnica o il tiro, che è quello mentale. Quindi lavorare magari proprio sul desiderio, sul sogno, di marcare Ronaldo, di segnare due goal al derby, perché poi fondamentalmente questo è il motore della nostra carriera, arrivare a un qualcosa di unico che però hai immaginato e sognato da bambino". La conclusione è sugli obiettivi del nuovo anno con il club di Luciano Capponi: "Il progetto è ambizioso, è un posto dove si lavora quotidianamente senza pressione, con delle buone strutture, con persone preparate che fanno allenamenti stimolanti, e credo che questo al mondo di oggi in Serie D sia la cosa forse più difficile da trovare. Riproporsi adesso ha come obiettivo principale proprio quello di migliorare e di provare a vincere. Naturalmente la differenza tra chi lo dice e chi lo fa è sicuramente nel modo in cui uno si prepara, nel modo in cui uno vive la settimana, e sotto questo punto di vista comunque lavoriamo molto bene in maniera molto serena e molto professionale".

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