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l'intervista

Tiziano Luciani: "Senza il lavoro della LND saremmo fermi"

Il centrocampista dell'Aprilia: "Credo che la Lega Nazionale Dilettanti abbia operato nel modo giusto. Con l'inserimento delle nuove linee guida si è finalmente riusciti a tamponare la situazione"

14 Gennaio 2021

Luciani

Luciani (Foto ©Claudio Cesetti)

E’ tornato in estate ad Aprilia per cercare di dare il suo contributo a centrocampo dopo aver militato anche fuori regione: il centrocampista Tiziano Luciani si confessa in vista del 2021 affrontando varie tematiche calde del momento. Si parte dalla stagione in corso: "Io credo che la Lega Nazionale Dilettanti abbia fatto un grande lavoro perché se non ci fosse stato l'adeguamento e non ci fossero stati i protocolli, la Serie D sarebbe stata bloccata come dall'Eccellenza in giù. Invece sono stati bravi, essendo un campionato semi-professionistico, ad attuare un protocollo. Anche se non è proprio come per i professionisti ed anche se qualche partita salterà, come è già successo e succederà, diciamo che con questo nuovo protocollo si riesce a tamponare un po' la situazione e con qualche recupero credo che si potrà portare a termine la stagione. Noi calciatori continuiamo a fare il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto, stando più attenti magari alla vita privata, non esponendoci troppo a contatti con persone che conosciamo ma che non vediamo abitualmente. Quindi serve, al di là delle regole, un po' più di attenzione e buon senso da parte di tutti, soprattutto da parte nostra che lo facciamo per lavoro e siamo a contatto ogni giorno con 30-40 persone, condividiamo tutti lo stesso spogliatoio e se non conduciamo una vita regolare all'esterno al di fuori degli orari degli allenamenti, diventa davvero complicato". Parlarne internamente può servire a migliorare la situazione: "Tra di noi ne parliamo, ma penso come se ne parli in tutto il mondo. Anche tra i calciatori e anche in queste categorie è il discorso più ricorrente. Si guarda con ottimismo e fiducia al domani però l'argomento è ricorrente tutti i giorni, questo sicuramente. Comunque tralasciando qualche stop dovuto al protocollo, credo che il campionato si porterà a termine. Penso che sarà un campionato regolare rispetto a quello scorso se si concluderà con tutte le gare. La situazione alla fine è stata accettata da tutti all’inizio anche perché non c’erano grandi alternative in una situazione storica come quella che stiamo vivendo". La questione si allarga ancora di più all’economia dell’Italia: "Io credo e spero che il mondo del calcio, come tutta l'Italia, ne uscirà sicuramente più forte, come sempre ha dimostrato questo Paese nelle difficoltà, anche se di problemi ce ne sono molti. La prospettiva del 2021 è sicuramente rosea rispetto al 2020 perché oltre al coronavirus ne sono successe di tutti colori. Con questo virus che ha messo in ginocchio non l'Italia, ma l'economia di tutto il mondo, la situazione potrà migliorare piano piano anche se sicuramente con i vaccini non sarà una procedura semplice o breve. Credo che alla normalità si tornerà non in quest'anno ma nel prossimo. Speriamo che nel 2021, sempre guardando il lato positivo, si riuscirà ad arrivare con delle regole ma senza queste restrizioni che non fanno bene a nessuno". La chiusura riguarda i più giovani: "Ai ragazzi dico di non mollare perché so che sono penalizzati, so che c'è chi ha interrotto gli allenamenti. So che gli allenamenti sono individuali o comunque sia senza contatto, che le partite e le gare sono sospese da ormai quasi un anno, che non è facile soprattutto in un'età dove il calcio aiuta allo svago e allo stare insieme e soprattutto a crescere come uomini. Ma è un momento particolare per tutti e dico di guardare ottimisti al futuro".

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