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L'intervista

Cardella: "Bisogna stare vicini ai club, senza distinzioni tra categorie"

L'attaccante dell'Albalonga: "Ad inizio stagione c'era molta più confusione su come gestire l'annata. Ora è diverso ma solo per la Serie D e non mi sembra giusto. Tutti hanno bisogno di continuare"

21 Gennaio 2021

Cardella

Cardella (Foto ©D'Offizi)

La Serie D prosegue a giocare seppur tra qualche difficoltà e rinvio. Abbiamo approfondito il pensiero di Federico Cardella, attaccante della Cynthialbalonga: "E’ un momento veramente complicato per tutti noi, la LND sta cercando di agire nel migliore dei modi ma a volte non è facile prendere le decisione giuste, si rischia sempre di scontentare qualcuno. Sicuramente ad inizio stagione c’era molta più confusione di ora su come gestire questa stagione calcistica e su come portarla a termine. Adesso alcune cose sono cambiate ma non per tutte le categorie e questa è una cosa che secondo me non è giusta. Tutti hanno bisogno di continuare, la gente lo fa per lavoro ed ha bisogno di portare i soldi a casa. Troppe persone sono rimaste a casa e stanno vivendo una situazione drammatica. Bisogna stare vicini a tutti senza distinzione di categorie. Noi calciatori purtroppo non possiamo far altro che attenerci alle regole che ci vengono date. Nelle ultime settimane qualcosa é cambiato in Serie D, hanno capito che non era possibile continuare con 40/50 rinvii ogni settimana ed hanno deciso di cambiare il protocollo facendoci fare i tamponi settimanalmente. Penso che questa sia l’unica strada per rendere possibile il completamento di questa stagione. Noi abbiamo voglia di giocare ma di essere anche un po’ tutelati e giocare in sicurezza per il bene di tutti noi e di chi ci circonda". Dal presente alla speranza futura: "La nostra speranza è quella di portare a termine la stagione nella regolarità più assoluta. Purtroppo sapevamo fin dal primo giorno che sarebbe stato un anno complicato e diverso da tutti gli altri ma personalmente parlando non avrei mai pensato così tanto. Abbiamo avuto tutti tanti rinvii e non giocando con continuità si fa fatica a prendere una condizione fisica giusta, a volte siamo arrivati a preparare le partite il sabato mattina per poi sentirci dire ad allenamento finito che sarebbe stata rinviata per Covid. È stato un continuo staccare e riattaccare la spina ma ad oggi con questo nuovo protocollo sembra che siamo arrivati ad una soluzione buona per lo svolgimento delle gare. Mai avrei pensato di dover affrontare una stagione calcistica così, vedere tutti gli stadi vuoti per un calciatore è deprimente, si gioca sempre in un silenzio assordante ma ad oggi abbiamo altri problemi più importanti e quindi penso sia giusto pensare prima alla salute poi magari torneremo a gioire anche davanti alla gente. Io mi auguro che si possa tornare il prima possibile alla normalità, l’economia di tutta l’Italia ha subito un grandissimo danno, ogni persona ha perso tanto in questi mesi. I sacrifici fatti sono stati tanti e continueremo a farli sicuramente ma la gente ha bisogno di una mano. Con il vaccino spero davvero che tutto passi in fretta perché dopo un anno così duro ci meritiamo tutti un 2021 sereno". Dalle speranze ai rischi: "Purtroppo questa situazione rischia di compromettere il futuro del calcio, tanti ragazzi magari stufi di non allenarsi decidono di smettere e cambiare aria ma voglio dire loro di stringere i denti e di non mollare, questo é lo sport più bello del mondo e per continuare ad essere tale abbiamo bisogno che voi continuiate a giocare". La chiusura sulla Cynthialbalonga: "Il 2021 può essere per la società un anno importantissimo: abbiamo una squadra composta da tanti calciatori forti e siamo venuti qui per fare un campionato di vertice".

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