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L'intervista

Matteo Cericola: "Ai ragazzi consiglio di continuare a muoversi e di non fermarsi mai"

Il quadro del centrocampista della Vis Artena: "Basta anche un parco o un giardino. Al giorno d'oggi è necessario continuare a tenersi in forma con il corpo e la mente"

28 Gennaio 2021

Cericola

Cericola (Foto ©Benedetti)

Matteo Cericola, centrocampista classe 1996 della Vis Artena, ha ricominciato in rossoverde e, nonostante i tanti cambiamenti estivi, la squadra di Perrotti ha ben figurato nella prima parte di stagione. Un anno particolare per tutti, causa Covid, che non sembra voler lasciare tregua per ora: "Non è certamente una situazione facile, ma si deve trovare una soluzione per tutelare giocatori e società. Tirando troppo la corda potrebbe spezzarsi, e spero questo non accada. Stadi vuoti, tamponi, mascherine, è tutto molto lontano dall’idea di sport che ho. Ormai siamo abituati a questa situazione ma devo anche riconoscere che noi siamo molto fortunati, e ci tengo a sottolinearlo, a poter comunque giocare ed allenarci con regolarità. Artena poi è in tutto un’isola felice, si riesce a lavorare con professionalità e serenità". Si trova bene in questa realtà della Serie D anche se non mancano le difficoltà: "È sicuramente atipico essere a metà gennaio ed avere giocato solo 11 partite. Ho molti amici anche nelle serie minori che non possono allenarsi in gruppo, e so quanto possa essere difficile l’attesa senza vedere uno spiraglio di luce. Credo il campionato di D sarà portato a termine, magari più tardi del solito, ma lo ripeto, noi siamo fortunati". Una situazione molto complessa che non riguarda solamente il mondo del calcio: "L’Italia, il calcio e ogni altro settore sono già in situazione critiche. La soluzione ovviamente sarà il vaccino ma fino ad allora bisognerà trovare un modo per aiutare chi ha più problemi e rendere meno difficile la vita quotidiana. Leggo che solo in estate si potrà essere quasi tutti vaccinati ma fino ad allora cosa si farà?". Il pensiero si sposta poi sui ragazzi che sono sicuramente i più penalizzati in un contesto davvero singolare: "Ai ragazzi dico di continuare ad allenarsi, di non fermarsi. Un parco o un giardino: bisogna sempre allenare il corpo e la mente anche se non è facile. Non dipende da noi questa situazione che subiamo, ecco perché si deve comunque trovare motivazioni e stimoli personali". La conclusione è sulla situazione della Vis Artena che, ad oggi, sta sicuramente disputando una stagione positiva: "Sembrano le classiche frasi fatte ma pensiamo partita dopo partita, l’obiettivo primario è raggiungere i 40 punti il prima possibile, poi si vedrà. La squadra è giovane e ha tanta voglia di fare e crescere, ma abbiamo la fortuna di avere due giocatori come Paolacci e Iozzi che tengono in riga i più ‘piccoli’ con la loro esperienza. Poi ci siamo noi giovani-vecchi, tutti con un passato nei professionisti: io, Falasca, Ingretolli, Pompei, Alonzi. Ci tengo però a sottolineare il livello degli Under, il direttore e la società sono stati bravi e attenti a scegliere i ragazzi, tutti ottimi calciatori e bravi ragazzi. Insomma, siamo un bel gruppo ma dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, senza montarci la testa, e sono certo che ci togliere delle belle soddisfazioni anche perché in un girone così ostico ed equilibrato non ci si può permettere di calare la soglia di attenzione.
Con il mister Perrotti ho un ottimo rapporto, è il secondo anno che lavoriamo insieme, fu lui il primo allenatore che ho avuto da Under in serie D, a San Cesareo. Personalmente sono contento di come sta andando la mia stagione, un gol e 4 assist finora, ma non posso accontentarmi, il mio obiettivo è quello di tornare nei professionisti il prima possibile, dopo le due annate non molto fortunate di Teramo e Rieti".

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