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L’INTERVISTA

Riccardo Solaroli "Vi spiego l’esonero di Campolo e..."

Il dg del Rieti cerca di fare chiarezza dopo l’inattesa scelta del club di Curci e si proietta con ottimismo al prossimo futuro

16 Marzo 2021

Riccardo Solaroli (dg Rieti) in compagnia di Marcello Nicolucci

Riccardo Solaroli (dg Rieti) in compagnia di Marcello Nicolucci

E’ tornato dopo qualche anno di assenza dal mondo del calcio e l’ha fatto in una piazza a cui è legato e dove ha già lavorato: Riccardo Solaroli interviene su diverse questioni da Direttore Generale del Rieti e prova a spiegare le decisioni prese dalla proprietà. Ecco l’intervista integrale:

Direttore, cosa è successo dopo l’ultima sconfitta in campionato contro il Montegiorgio: abbiamo letto uno stringato comunicato stampa che vorremmo approfondire. Quale è la posizione e la motivazione del club dietro l’esonero di mister Campolo?

"Dopo la partita col Montegiorgio ci sono state delle dichiarazioni del mister Campolo, rilasciate ad un’emittente, che hanno molto infastidito la proprietà. Il Presidente ha ritenuto offensive alcune dichiarazioni che lasciavano trapelare come se il Rieti fosse una società completamente allo sbando e priva di risorse economiche. In questo senso ritengo che da quando il presidente Curci ha ripreso in mano tutte le quote, dopo il fallito passaggio di testimone, molte situazioni che erano state colpevolmente tralasciate in previsione del closing mai avvenuto, sono state sistemate o sono comunque in via di definizione. Il Rieti innanzitutto ha onorato tutte le spettanze ai propri tesserati, risultando in regola con gli stipendi. C’erano dei problemi strutturali  che si trascinavano sulla vicenda stadio che sono in corso di risoluzione. Quindi non si è trattato di una scelta per mancato rendimento tant'è che al termine della gara con il Montegiorgio la posizione di mister Campolo era stata confermata, non solo dal sottoscritto ma dal Presidente stesso. Ciò premesso, personalmente sono molto dispiaciuto per l’epilogo perchè col mister si era creato un ottimo rapporto tanto professionale quanto personale. Ho avuto modo di conoscere una bravissima persona, piena di interessi anche fuori dal calcio, cosa che apprezzo sempre, e di constatarne quotidianamente l’applicazione e la serietà nel lavoro. Un esonero non può cancellare quanto di buono è stato fatto dal mister nel corso di una stagione che sicuramente ha avuto molte difficoltà di gestione soprattutto a livello mentale. Ma Stefano non ha bisogno di leggere i miei pensieri qui, sa perfettamente cosa penso sia di Campolo allenatore che di Stefano uomo".

Sappiamo che è arrivato da un mese in una piazza che conosce bene con un Presidente con cui già aveva collaborato in passato: cosa l’ha portata ad accettare l’incarico in un contesto dove sembrano esserci diverse difficoltà da inizio stagione?

"Ho accettato proprio perché un Presidente che conosco da molto tempo e col quale c’è sempre stata reciproca stima mi ha chiesto di dare una mano a una società alla quale sono molto legato e che mi ha dato tanto in passato in un momento in cui serviva provare a normalizzare le cose a 360 gradi dopo una trattativa per la cessione non andata a buon fine. In questa ottica mi sto impegnando sperando di riuscire a fare un buon lavoro".

E’ stata fatta una scelta definitiva per il dopo Campolo? Cosa verrà chiesto al nuovo allenatore in termini di risultati e di obiettivi per la stagione 2020/2021?

"Per il nuovo allenatore abbiamo le idee abbastanza chiare ma dobbiamo definire alcune cose in queste ore. L’obiettivo è lo stesso che era stato indicato ad inizio stagione, fare una stagione tranquilla anche se al momento la classifica tanto tranquilli non fa stare".

Uno dei nodi cruciali sembra essere quello del reparto offensivo: in sede di calciomercato verrà fatto qualcosa in attacco o in altri reparti o crede che la rosa resterà intatta?

"Per quanto riguarda il mercato se ne parlerà col nuovo mister e vedremo come procedere, fermo restando che in questo momento  il mercato non offre tanta scelta e che comunque abbiamo una rosa molto ampia".

Come è cambiato a suo avviso il calcio nel corso degli ultimi anni? Essendo stato fuori per diversi anni ha potuto farsi un’idea più completa ed organica delle problematiche più importanti che a suo avviso andrebbero risolte?

"Questa è una domanda che mi hanno fatto in molti in questo periodo. Sinceramente io grandi cambiamenti non ne ho trovati, le criticità e le problematiche sono sempre le stesse. La cosa evidente, dato anche il periodo contingente, è che sempre più società fanno fatica e che probabilmente servirebbe trovare un modo per dar maggiore respiro alle proprietà. Che poi questo avvenga tramite mutualità o tramite una riforma complessiva che possa prevedere anche un semiprofessismo (cosa che auspico e ripeto da almeno 15 anni) non sta a me dirlo. Chi ci governa a livello nazionale e a livello calcistico troverà il modo migliore aprendo un confronto con le varie associazioni di categoria interessate e soprattutto con le proprietà".

Ha un sogno nel cassetto nel mondo del calcio?

"Fortunatamente riesco a stare bene anche senza calcio. In questi anni mi sono dedicato ad altro. Quello che mi auguro è di poter lavorare in un ambiente sereno e pulito, che sia nel calcio o altrove. Poi se proprio dobbiamo parlare di un sogno... una Champions con la mia squadra del cuore (ride, ndr)".

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