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l'intervista

Trastevere il punto sulla stagione e non solo. Parola al dg Flavio Betturri

Dopo il pareggio contro il Flaminia gli amaranto parteciperanno ai play off, ma comunque non faranno domanda per la C. Il dg riavvolge, quindi, il nastro 

17 Giugno 2021

Flavio Betturri

Flavio Betturri, direttore generale del Trastevere

Finale di stagione amaro. Non ci gira molto intorno il direttore generale del Trastevere Flavio Betturri al termine della sfida contro il Flaminia, che ha fatto calare il sipario sulla regular season degli amaranto prima della sfida valida per i play off. Match che la formazione di via Vitellia giocherà di fatto per onor di firma, visto che come già ampiamente annunciato non farà poi seguito con una richiesta di ammissione alla Serie C, qualora dovesse uscire vincitrice. Per il dirigente amaranto quindi l'occasione è utile per riavvolgere il nastro sul campionato e per parlare della questione stadio. "Partiamo dai giovani che hanno esordito oggi (ieri, ndr) Devo fare i complimenti a Madeddu, classe 2003 che è partito titolare, ma aveva già giocato. Faccio i complimenti anche a Cataldo, che ha giocato in porta. Sono tutti giocatori del nostro settore giovanile che ci danno tanto orgoglio e ci fanno capire che stiamo lavorando bene ed i classe 2003 l'anno prossimo saranno parte integrante della nostra rosa. Per il Trastevere è un campionato amaro, non lo abbiamo vinto, inutile girarci intorno. C'è tanta delusione da parte di tutti. Dobbiamo ripartire con lo stesso entusiasmo di quest'anno per essere protagonisti nella prossima stagione, questa è la pura verità. Ringrazio il mister, anche se non sarà con noi". Passando poi alla questione stadio "Continueremo a lottare contro la burocrazia. A Roma non c'è un impianto per il calcio professionistico se non lo stadio Olimpico, che ha dei costi insostenibili, non dimenticando che noi in Serie D non abbiamo entrate, anzi in questa stagione tra tamponi ed altre cose abbiamo compiuto uno sforzo economico non indifferente. Cercheremo una soluzione, il presidente in primis, in una zona limitrofa a Roma o dentro Roma, ma non tanto per il Trastevere, quanto per lo sport in generale. Ho seguito il caso dell'Eurobasket, che non ha un impianto per giocare i play off di A2, insomma o Roma rimane una città ferma a 3000 anni fa oppure diventa come Londra, che sul piano sportivo si è evoluta molto. Qui a Roma non si può crescere a livello sportivo, serve qualcuno che faccia i fatti oppure sotto questo aspetto rimarremo al Medioevo". 

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