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L’INTERVISTA

A tutto Crescenzo: "Trastevere, mio figlio e il calcio"

Intervista al centrocampista classe 1993 amaranto che si confessa tra passato, presente e futuro

12 Ottobre 2021

Daniele Crescenzo (Ph. Massimo Romani)

Daniele Crescenzo (Foto ©Romani)

La sua stagione è partita segnando così come fatto spesso nel corso di questi anni ma il gol più bello l’ha realizzato da pochissimo diventando padre ed esaudendo uno dei suoi più grandi desideri: Daniele Crescenzo, centrocampista del Trastevere, parla a 360 gradi di vita personale, di calcio e di futuro.

Buongiorno Daniele, nella stagione 2021/2022 sei partito subito forte andando a segno più volte e conquistando già 9 punti in 4 gare con il Trastevere: come giudichi questa prima parte di stagione? Come ti stai trovando dopo la rivoluzione estiva? Cosa è cambiato tra l’anno scorso e quest’anno secondo te?

"Siamo partiti molto bene nonostante la sconfitta di domenica, le vittorie iniziali ci hanno dato entusiasmo e dobbiamo essere bravi a non perderci per uno scivolone anche perché abbiamo fatto un’ottima partita contro una delle pretendenti alla vittoria del campionato. Sicuramente sono andati via giocatori importanti, ‘storici’, però sono stati rimpiazzati da altri altrettanto bravi. Rispetto allo scorso anno è sicuramente cambiato il modo di preparare la settimana essendo cambiato anche il mister ma come sempre qui a Trastevere è rimasta la stessa voglia di fare bene come nelle scorse annate".

Da poco sei diventato papà: che emozioni hai provato e quanto può cambiare una notizia del genere nella testa di un calciatore che vuole garantire un futuro anche alla propria famiglia? Hai già le idee chiare su quello che vorrai fare in futuro?

"Ho sempre pensato che il senso della vita fosse avere dei figli e poco tempo fa ne ho avuto la conferma, è stata un’emozione incredibile. Avere un figlio ti spinge a dare sempre il massimo non solo nella vita di tutti i giorni ma anche nel tuo lavoro ti responsabilizza in tutto quello che fai".

Come mai nella capitale non si riesce a portare stabilmente società in Serie C? Credi che il Trastevere può essere in grado di imporsi nel professionismo?

"A Roma non ci sono squadre che riescono ad imporsi nelle serie cadette, soprattutto per le infrastrutture, come abbiamo visto negli anni passati chi è stato promosso in Serie C è stato costretto a giocare le proprie partite nei comuni limitrofi. Secondo me il Trastevere è una di quelle società che ha le carte in regola per fare il salto di qualità, il Presidente sono anni che sta portando avanti la ‘lotta’ per avere un aiuto dal Comune ma nonostante tutto sta cercando  una soluzione anche da solo, tocca a noi giocatori a fare il massimo per realizzare questo sogno".

Nella tua carriera chi sono stati il miglior direttore, il miglior tecnico e il miglior calciatore con cui hai avuto a che fare fin qui? Cita 3 nomi con una motivazione…

"Come allenatore mi piace sempre citare Fabio Tocci, nei primi di prima squadra mi ha aiutato tantissimo a cambiare mentalità. Come direttore negli ultimi anni ho vissuto diverse esperienze Stefano Mattiuzzo che ho conosciuto ai tempi della Lupa Roma, con lui ho condiviso sia gioie come la vittoria del campionato proprio alla Lupa, che dolori, come la delusione dello scorso anno qui a Trastevere. In questi anni ho conosciuto tanti ragazzi tutti molto forti, fare un nome in particolare è difficile per quel che riguarda i calciatori”.

Quale è il sogno nel cassetto di Daniele Crescenzo nel calcio e nella vita?

"In questo momento più che sogno, voglio godermi il più possibile mio figlio, vederlo crescere e stare insieme a lui, per il resto personalmente sono uno molto pragmatico che vive giorno per giorno".

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