Cerca

l'intervista

I ricordi di Ostia, il futuro e il pronostico sul G: a tutto Fabio Quadraccia

L'ex direttore sportivo dei lidensi tra passato e presente: "Il campo già mi manca e spero di tornare presto. Giugliano e Torres le squadre più forti"

15 Ottobre 2021

Quadraccia

Fabio Quadraccia (Foto ©Ostiamare)

Tredici anni sono un'enormità, un nel pezzo di vita. Fabio Quadraccia ha rappresentato il recente passato dell'Ostiamare, un volto storico della società e della cittadina lidense. Un vero e proprio punto di riferimento, di raccordo tra il club, i giocatori e la piazza. Il direttore sportivo ha condiviso tutto con i Gabbiani, momenti bellissimi e qualcun'altro meno brillante, ma sempre con estrema passione per il calcio e per i colori biancoviola. Quest'anno la società si è ristrutturata e con l'uscita di scena di Luigi Lardone anche Quadraccia ha lasciato l'Ostiamare prendendosi qualche mese di meritato riposo. Ma il campo e la scrivania iniziano inevitabilmente già a mancare... "Dopo tredici anni vissuti così intensamente – dichiara il dirigente – colgo l'occasione per tirare un po' il fiato. Ovvio che avendo sempre vissuto questo sport, prima da calciatore e poi come direttore sportivo, il campo mi manca. Ho deciso di lasciare l'Ostiamare, nonostante mi è stata fatta una proposta per restare in società, perché con estrema sincerità non so vedermi con altri panni se non quelli del diesse. La nuova dirigenza ha portato dentro nuove figure come è giusto che sia, da parte mia ritengo finito un ciclo e va bene così. Sono uscito in un momento in cui le altre società si erano sostanzialmente già attrezzate perciò non ho avuto modo di valutare altre soluzioni. Non nego che mi piacerebbe tornare subito operativo con un un progetto che, come nel caso dell'Ostiamare, possa incarnare in pieno le mie idee di fare calcio e dove si possa lavorare con serenità". Come detto, il decennio abbondante vissuto da Quadraccia con i Gabbiani ha lasciato tantissimi ricordi. "Sono davvero molti i momenti che mi hanno lasciato un bel ricordo. Dalla vittoria del campionato di Eccellenza con Caputo ai quarti di Coppa Italia, passando ovviamente per la prima salvezza in D con tanto di play off dopo che eravamo partiti con sei sconfitte consecutive. Ma ciò che mi rende orgoglioso, più di tutto, è l'aver lasciato un ricordo positivo a livello umano. In questi anni ho instaurato rapporti bellissimi e la gente è rimasta legata alla mia persona. Questa forse è stata la vittoria più bella". Da grande uomo di calcio, il diesse conclude poi con una panoramica sull'attuale girone G e sull'inizio in campionato dei Gabbiani: "La squadra ha cambiato molto e non è da stupirsi più di tanto se qualche risultato all'inizio non è stato esaltante. Io sono fortemente convinto che questo gruppo possa recitare un ruolo da protagonista, è guidato da un ottimo allenatore ed ha enormi potenzialità. Riguardo il girone, quest'anno le campane hanno ritrovato il tifo e soprattutto il Giugliano sarà insieme alla Torres la squadra secondo me da battere. E' partito con quattro vittorie, sarà difficile insidiarlo così come anche i sardi di mister Greco. C'è invece un po' di sorpresa per la classifica della Cynthialbalonga. Sulla carta ha una rosa esagerata e soprattutto in attacco ha giocatori incredibili".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni