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L’INTERVISTA

Alessandro Ficara: "La Germania, Fiuggi ed il mio sogno"

Intervista all’attaccante della formazione laziale partito fortissimo in questo inizio di campionato da primi in classifica

19 Ottobre 2021

Alessandro Ficara

Alessandro Ficara , numero 10 del Fiuggi (Foto ©GazReg)

L’Atletico Terme Fiuggi si trova in testa alla classifica, a pari punti con il Trastevere, nel girone F di Serie D ed uno dei segreti della squadra di Romondini è sicuramente l’inizio di stagione di Alessandro Ficara, attaccante classe 1991 partito benissimo.

Buongiorno Alessandro, per te una partenza super con l’Atletico Terme Fiuggi qui nel Lazio con la squadra attualmente al primo posto in classifica nel girone F di Serie D: ti aspettavi un inizio simile sia a livello personale che di squadra? Quali pensi possano essere le tue e le vostre prospettive stagionali? Cosa ti senti di dire dopo questa primissima parte di stagione?

"Con tutta onestà si, di squadra me l’aspettavo, perché si è creato subito un gran gruppo già dall’inizio e poi perché abbiamo fatto una preparazione e un ritiro pre-campionato con grande dedizione al lavoro, voglia e sopratutto abbiamo fin da subito capito bene gli schemi e le giocate che il mister Romondini vuole e chiede da noi. A livello personale speravo in un inizio così e spero di continuare così. Il nostro obiettivo è quello di cercare fino alla fine di arrivare primi o per lo meno lottare fino alla fine per provare a raggiungere questo traguardo perché abbiamo tutti i mezzi per farlo. Il nostro motto è quello di pensare partita dopo partita, per noi ogni partita è una finale, abbiamo iniziato alla grande il nostro campionato però dobbiamo stare con i piedi per terra e lavorare duro come stiamo facendo con umiltà perché il campionato è lunghissimo e ogni partita sarà una battaglia, dobbiamo dare continuità alle prestazioni e sono sicuro che alla fine ci toglieremo tante soddisfazioni".

Sappiamo che tu hai giocato per diversi anni in Germania: quali sono le differenze che hai riscontrato rispetto all’Italia? Perché hai deciso di tornare qui e cosa ti porti dietro di quest’esperienza che hai vissuto fuori?

"All'inizio ho dovuto adattarmi perché il calcio tedesco è un calcio basato sulla fisicità e sulla corsa e si gioca molto di più a calcio rispetto all’Italia. E’ passato un po’ di tempo per capire la mentalità tedesca però alla fine ce l’ho fatta. Sono rientrato in Italia per tanti motivi, non c’erano più i presupposti per continuare in Germania. Sicuramente è stata un’esperienza forte e bella, molto positiva sia perché ho avuto modo di maturare e completare la mia formazione calcistica sia per essere riuscito a unire il calcio professionistico italiano con quello tedesco".

Tu hai 30 anni e sei nel pieno della maturità calcistica: cosa ti senti di consigliare ai giovani di agonistica e scuola calcio che si stanno approcciando ora al mondo del calcio? Cosa non rifaresti di quello che hai fatto e quali insegnamenti hai avuto in questi anni di carriera?

"Un consiglio che posso dare ai giovani calciatori è di giocare con passione, voglia e gran dedizione per quello che si fa, solo così si arriva a giocare in palcoscenici importanti. E poi di giocare sempre con la fame di arrivare in alto solo così possono arrivare a giocare ad alti livelli. A dire la verità rifarei tutto quello che ho fatto ed eliminerei tutti gli infortuni che ho avuto perché hanno inciso tantissimo sulla mia carriera calcistica in Germania. Insegnamenti tanti, sono così tanti che starei tutto il giorno a raccontarli però uno in particolare è stato quello di non mollare mai".

Quali sono un direttore, un allenatore ed un calciatore che sono rimasti nel tuo cuore e perché? Quale è l’esperienza vissuta che ricorderai per sempre e che rappresenta il tuo più bel pensiero di questi anni?

"Bella domanda (ride, ndr)… come direttore nessuno, allenatori in particolare non c’è nessuno però ogni allenatore che ho avuto mi ha lasciato qualcosa in positivo e mi ha fatto crescere, la stessa cosa vale per i miei ex compagni. Nel mio passato ci sono stati tanti momenti belli che ricordo con felicità, però penso il più bello è stato la vittoria e il gol in un derby sentitissimo in Germania 5-1 fuori casa, sugli spalti c’erano più di 13 mila spettatori, un’emozione davvero unica".

Quale è il sogno del cassetto di Alessandro Ficara uomo e di Alessandro Ficara calciatore?

"Come calciatore è quello di vincere il campionato ed andare in C con il Fiuggi invece quello personale lo tengo per me è un segreto".

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