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L’INTERVISTA

Mister Andrea Bussone: "La mia storia al Nuova Florida"

Ottava stagione per il tecnico biancorosso che commenta l’ottimo inizio di stagione

16 Novembre 2021

Andrea Bussone

Andrea Bussone, allenatore del Nuova Florida (Foto ©Cippitelli)

Guida il Nuova Florida per l’ottavo anno consecutivo e sicuramente ormai ne conosce a fondo pregi e difetti avendo contribuito a farlo arrivare stabilmente in Serie D: Andrea Bussone racconta questa realtà con diversi aneddoti passati proiettandosi al futuro.

Buonasera mister, in pochi avrebbero pronosticato il Nuova Florida al 3º posto ad inizio stagione ma il vostro inizio di campionato è stato molto positivo: come giudichi il lavoro svolto fin qui? Quale è il vostro segreto? Quale obiettivo vi siete posti?

"Buonasera, è grazie al lavoro svolto dalla preparazione se oggi possiamo essere per la prima volta nella storia del Nuova Florida sul podio della serie D. Con staff e ragazzi ad ogni sconfitta in precampionato e Coppa compresa, abbiamo cercato di individuare le varie lacune trovando i correttivi adeguati. La vittoria alla prima di campionato ha dato fiducia ai ragazzi e all'ambiente, d'altronde vincere aiuta a vincere. La nostra forza fin qui è stata di non cercare alibi, ma soluzioni, senza dimenticare i tifosi della ‘staccionata’ sempre vicino alla squadra anche durante la settimana. L'obiettivo rimane la salvezza"

Sei ormai da tanti anni alla guida di questa squadra: quali sono state secondo te le tappe fondamentali per arrivare dove siete ora? Se dovessi citare 3 partite che non dimenticherai mai cosa ti viene in mente?

"Personalmente i momenti cruciali sono stati il contatto con i Capanna che mi permise di sedere sulla panchina del Nuova Florida, lo spostamento della squadra al Mazzucchi in pianta stabile grazie al Dg Pizi, a Mister Ciciani e a tutto il gruppo storico dei fondatori, l'arrivo del Presidente Marcucci che diede il via al salto definitivo dei biancorossi ed ora Andrea D'Adamo che ha affiancato il Dg nella gestione di tutta la società, cresciuta anche nel settore agonistico con Girelli e nella scuola calcio con Caramanica. Questi sono i passaggi fondamentali che hanno permesso al Nuova Florida di essere una società stabile di D. Cito la vittoria in promozione contro la Cavese per 4-5, la vittoria al derby con l'Unipomezia 2-3 dopo essere stati in svantaggio fino al 90' e la vittoria a Ronciglione al 92' che ci fece ipotecare la vittoria del campionato di Eccellenza".

Hai un riferimento nel mondo del calcio a livello di allenatore a cui ti ispiri? Sogni di poter arrivare nei professionisti? Quali sono secondo te le caratteristiche determinanti per un allenatore?

"Per metodologia di lavoro e come Uomo di sport ammiro Luis Enrique e per la lettura della gara e gestione della domenica Fabio Capello. Ognuno di noi che fa questo mestiere, compresi gli addetti ai lavori devono avere l'ambizione di confrontarsi con i migliori. Umiltà, condivisione del lavoro con lo staff e lettura della gara, mettendo al primo posto sempre il rispetto per chi si allena per te e con te".

Nel vostro girone quali credi siano le squadre più attrezzate per la vittoria finale? Quanto è difficile per un club laziale fare calcio ad alti livelli vista la carenza di strutture adatte?

"Il Giugliano è la squadra più forte che ho incontrato in questi 12 anni di allenatore, forte nelle individualità, ma soprattutto organizzata nel collettivo, già a fine primo tempo, ed eravamo ancora in parità, lo dissi ai ragazzi. Impianti? È un problema troppo grande, basta chiedere al Trastevere, non ci sono stadi per la C senza dimenticare che non ci sono neanche i tifosi che aiuterebbero con la loro presenza i costi di gestioni annuali, differenza che già si vede in D".

Cosa ti senti di consigliare ai più giovani e ai bambini che si stanno approcciando al mondo del calcio? Considerando il lungo stop, quanto è importante da parte degli istruttori un lavoro anche psicologico?

"Consiglio di divertirsi, se non si divertono, stanno sbagliando qualcosa o hanno sbagliato ambiente. Il calcio prima di tutto deve essere divertimento, in molti dovrebbero prendere esempio dal Barcellona quando alloggia alla ‘Pineta dei Liberti’, poche restrizioni durante la giornata, allenamenti con il sorriso, ed un calcio sbarazzino nel rettangolo di gioco, in troppi invece cercano di sciommiottare la Serie A, imbrigliando i ragazzi in schemi e rigidità mentali che nulla hanno a che fare con lo sport. Disciplina e rispetto possono coesistere con il divertimento. Gli istruttori devono ricordarsi che la loro prima vittoria è quella di non perdere i ragazzi durante il cammino, cosa che purtroppo per noi delle prime squadre è più difficile".

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